Gioco
A Villa Morazzana una scuola di cucina con grandi chef
Livorno, il primo progetto di valorizzazione della dimora storica in abbandono c'è: è stato presentato dall’architetto Necor
LIVORNO. Il primo progetto di valorizzazione di villa Morazzana c’è. Si tratta dell'idea dell'architetto Andrea Necor che, insieme a Vittoria Ena e Daniele Stiavetti, hanno presentato un piano per far diventare la struttura una scuola superiore di cucina. «Nel 2015 - spiega Necor - l'amministrazione ha lanciato un bando per la valorizzazione di Villa Morazzana, Villa Maurogordato e Villa Rodocanacchi. E quel bando è andato deserto. Poi però ce n'è stato un altro e, insieme a Vittoria Ena e Daniele Stiavetti abbiamo presentato un progetto per portare all'interno della Morazzana un istituto superiore di specializzazione in ambito culinario». Non un istituto alberghiero ma una specifica scuola di cucina d'elite con sede a Livorno nella quale potrebbero insegnare chef stellati e professionisti di alto livello.
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Il progetto è stato presentato due settimane fa al nuovo Chalet della Rotonda, durante un evento organizzato dall'associazione Per la Rinascita di Livorno. «La cosa che ci preme di più è realizzare un intervento che crei un indotto. Non il solito progetto di riqualificazione fine a se stesso, ma un qualcosa che faccia da volano anche per l'economia di tutta la città».
E se Villa Morazzana potrebbe diventare una scuola di cucina, anche per Villa Maurogordato e Villa Rodocanacchi ci sono due idee importanti. «Queste altre due ville dovrebbero rientrare in un percorso nell'ambito medico-sanitario - dice Necor -. Non veri e propri ambulatori, ma luoghi dove potersi curare, anche sfruttando l'aria buona collinare».
All'incontro ha partecipato anche l'avvocato Ruggero Morelli. «Il sindaco - ha detto - è a conoscenza della nostra associazione e sa che vogliamo riqualificare quelle ville. Lui è d'accordo con noi. Noi siamo pronti a poter dare una mano. Quelle erano ville già destinate ad attività di tipo sanitario e di riabilitazione. Si tratterebbe di riscoprire un qualcosa che a Livorno c'era già».
A fare gli onori di casa è stato Fabio Canaccini: «Abbiamo voluto fare questo incontro al nuovo Chalet della Rotonda per dimostrare che un luogo abbandonato può tornare in vita. E, soprattutto, che può generare lavoro, proprio come è stato fatto qui». —
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