Il Tirreno

Livorno

Sopralluogo a Santa Caterina: «La Chiesa i lavori li ha fatti...»

Niccolò Cecioni
Sopralluogo a Santa Caterina: «La Chiesa i lavori li ha fatti...»

Livorno, sulla chiusura del gioiello della Venezia interviene il vescovo Giusti: «Stanziati 400mila euro per infiltrazioni che non abbiamo certo causato noi»

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LIVORNO. «Giovedì 20 settembre faremo un sopralluogo con dei tecnici per verificare le condizioni della chiesa di Santa Caterina, ben consapevoli che dalla volta cadono dei piccoli frammenti di intonaco. Ma si tratta giusto di un leggero spolverio».

La presenza del vescovo Simone Giusti a Montenero per la festa dei vigili del fuoco è stata anche l’occasione per parlare delle condizioni della chiesa dei Domenica in Venezia che venerdì mattina, con una ordinanza annunciata con un post su Facebook, è stata chiusa dal sindaco Filippo Nogarin in via precauzionale. «Le criticità dell’edificio – spiegava – erano già state oggetto di rilievi in agosto, durante il sopralluogo dei vigili del fuoco e della Sopraintendenza. La situazione non è stata risolta e sono intervenuto come impongono legge e coscienza. Appena sarà ripristinato il livello di sicurezza necessario l’ordinanza verrà revocata», aveva assicurato sui social il primo cittadino.

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Dunque il numero uno della diocesi livornese si è subito attivato, convocando tecnici e addetti ai lavori per cercare di riaprire la chiesa il prima possibile. Anche perché venerdì prossimo, in Santa Caterina si dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) celebrare un matrimonio fissato da tempo. «La dottoressa Brancaccio della Sovrintendenza – continua Giusti – aveva ottenuto un finanziamento di 150 mila euro per il restauro della volta. L’intervento è già partito e infatti il cantiere è stato avviato. Dentro la chiesa ci sono impalcature e trabaltelli. Ma non è che Roma è stata costruita in un giorno. La situazione è in divenire, ci vorrà del tempo».

Tra l’altro, ai Domenicani, questo intervento non è l’unico che è stato fatto. «La diocesi di Livorno si è fatta carico di alcuni lavori per asciugare le infiltrazioni che venivano fuori dai muri. Abbiamo stanziato 400 mila euro per toglierle. Quelle infiltrazioni erano il frutto di una cattiva manutenzione. Cattiva manutenzione che non è certo stata fatta dalla diocesi». Insomma, tra frecciatine, lavori in ritardo e responsabilità rimpallate, la chiesa oggi rimarrà chiusa e il parroco don Michele Esposto sarà costretto a celebrare la messa sul sagrato.

Riguardo alla celebrazione della liturgia in programma domenica 16 settembre, il sacerdote della parrocchia di Santa Caterina tiene a sottolineare un aspetto: «Non sarà una messa di protesta. Non c’è nessun motivo per protestare. Ma, comunque, dai fedeli del quartiere abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di solidarietà e sostegno. Per questo, a dimostrazione di tutto questo affetto, celebreremo ugualmente la messa, stando fuori dalla chiesa».

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