Gioco
Giochi inaugurati alla Terrazza tra le proteste dei disabili
Livorno, il nuovo parco non è inclusivo, l’assessore difende la scelta: troppo rischioso. Torsi (paraplegici): «Hanno preso i nostri voti senza mantenere le promesse»
LIVORNO. Alla fine l’inaugurazione della nuova area gioco alla Terrazza Mascagni si è svolta come da programma. A nulla sono valse le proteste dei genitori con figli disabili, delle associazioni e delle forze politiche. La vicesindaca Stella Sorgente e l’assessore all’arredo urbano Alessandro Aurigi hanno tagliato il nastro.
L’area gioco, del tipo “La Fortezza” con torrette, scale, scivoli e ponte tibetano, non è inclusiva e tale rimarrà, come spiega lo stesso Aurigi: «Al momento le aree gioco inclusive sono e verranno realizzate solo all’interno dei parchi, non abbiamo in programma di adeguare quelle all’aperto». Prioritaria per l’assessore è la questione sicurezza: «Le strutture nei parchi sono più al sicuro dai atti di vandalismo. Per quelle esterne potremmo mettere le telecamere, ma sarebbero solo dei deterrenti». E alla mano tesa dalla Regione Aurigi risponde così: «Sono sorpreso che l’assessora Saccardi abbia tempo libero per occuparsi anche di questo, e se davvero verserà almeno 60 mila euro con ogni probabilità li useremo per rendere inclusiva l’area gioco di villa Fabbricotti».
Non ci sta Fabrizio Torsi, dell’associazione paraplegici Livorno: «Hanno preso i nostri voti e i nostri soldi (questi sono 41.500 euro) con la promessa di rendere la città più accessibile, e questa è l’ennesima occasione persa. Non ci ascoltano, e vanno avanti sfacciatamente» accusa, sottolineando l’assenza del garante dei disabili.
Uniti nella protesta anche i due estremi politici Luca Tacchi della Lega (il caso era nato da una sua intervista) e Valerio Vergili, ex consigliere Pd: «Con il nostro governo è nato il ministero della Famiglia e della Disabilità, perché la programmazione va fatta subito e per tutti» intima il primo, mentre il secondo spiega come «sarebbe bastata un’altalena per dare un segnale di dignità agli oltre duemila disabili livornesi, che ancora stanno a guardare». Con l’installazione della struttura (e della prossima alla rotonda di Ardenza, anche quella non inclusiva) Aurigi sostiene di aver risposto a una domanda della cittadinanza: «Siamo passati da niente a qualcosa, e la situazione delle strutture è critica in tutta la città. Siamo attenti al tema dell’inclusività, nessuno è sottovalutato e nessuno è privilegiato».
Ma cosa dovrebbe rispondere un genitore a un figlio disabile che vuole giocare insieme agli altri? «”Anch’io” dice Selene quando vede i bambini giocare, e io non so che dirle» racconta Monica Velotti, venuta da La Scopaia sul lungomare: «Quest’area sarebbe stata un sollievo per lei e per noi genitori. Lei avrebbe potuto giocare, e noi avremmo trovato altre persone con cui condividere le nostre esperienze».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
