Gioco
Il “popolo delle barchette” in guerra contro l’Authority
Il Consorzio che raggruppa la galassia dei circoli nautici ha rinnovato il direttivo: ecco i nuovi nomi. Nel mirino il no alla rimodulazione della tassa sui rifiuti
LIVORNO
Il Consorzio Nautico di Livorno in seduta presso l’auditorium Pamela Ognissanti rinnova il consiglio direttivo con l’elezione di Mario Ceccarini (circolo “Porto di Livorno” ) e Giovanni Sighieri (circolo “Ponte di Marmo” ), conferma in blocco i sindaci revisori e dà il benvenuto a Ivo Falchini (circolo “Il Passatempo” ) nel collegio dei probiviri. I membri riconfermati del consiglio direttivo sono Silverio Badalassi (Cicasub circolo “Guido Garibaldi” ), Luciano De Nigris (circolo “Delphis Fishing Club” ), Vincenzo Falcone (circolo “Fortezza Nuova” ), Romano Filippi (circolo della Pesca), Andrea Frediani (Yacht Club), Franco Mantellassi (circolo “Il Passatempo” ), Piero Mantellassi (Circolo Labronico Pesca Sportiva). Restano sindaci revisori Luca Balducci (circolo “Porto di Livorno” ), Marcello Soldati (circolo “Il Passatempo” ) e Fabrizio Rocchi (Circolo Labronico Pesca Sportiva), mentre fra i probiviri rimane ancora in carica Dario Giarola (circolo “Delphis Fishing Club” ).
Il nuovo consiglio provvederà all’assegnazione delle cariche specifiche (presidente, vicepresidente, segretario e tesoriere) in occasione della prima riunione, ma intanto continua il braccio di ferro con l’Authority per il rinnovo delle concessioni. «Abbiamo chiesto formalmente ma invano di poter pagare ciò che è dovuto, al fine di vederci rinnovare regolarmente la concessione demaniale i cui termini sono scaduti ormai da mesi» spiega il presidente Piero Mantellassi, puntando il dito contro l’ultima comunicazione inviata da Palazzo Rosciano datata 10 luglio: «L’Authority ha ribadito di non volerci comunicare l’importo dovuto per la concessione, scindendolo dal discorso della presunta regolarizzazione delle pendenze inerenti il presunto servizio di raccolta rifiuti».
Secondo Mantellassi le barche della Labromare incaricate di effettuare la pulizia di fossi e scalandroni (con costi stimati da Aamps) non svolgerebbero il servizio per il quale l’Authority chiede il conto con gli interessi: da qui il gran rifiuto del popolo delle barchette, che per usufruire degli spazi demaniali già versa la Tari attraverso i circoli. Il Consorzio aveva dunque chiesto una rimodulazione delle tariffe, ottenuta infine tramite un ricorso al Tar vinto lo scorso febbraio, ma anche la nuova versione non soddisfa gli affiliati.
«Le imbarcazioni fruiscono di un mero punto di attracco senza vita a bordo, la produzione di rifiuti urbani è insussistente» ribadisce il consigliere Badalassi, passando poi al contrattacco: «Tra i compiti assegnati dall’Authority al pool costituito da Labromare, Lonzi e Aamps, rientrerebbe anche il disinquinamento delle acque, ma anche questa prestazione è stata puntualmente disattesa. Queste richieste – conclude Badalassi – sono un’attività scorretta sia da un punto di vista etico sia sotto quello puramente giuridico».
Nonostante qualche defezione il Consorzio Nautico si muove ancora compatto per far desistere Palazzo Rosciano, come spiega ancora il presidente Mantellassi: «Per fronteggiare questo ennesimo tentativo di attacco, portato su richieste infondate, abbiamo intenzione di muoverci, se necessario, anche attraverso il ricorso a una nuova azione legale». —
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