Gioco
Cento telecamere per dire alt ai furbetti della spazzatura
All’ex Casa della Cultura il faccia a faccia con i cittadini fra mugugni e proposte «Finirà nei guai chi sbaglia ma va al cassonetto, invece che chi sporca la città»
LIVORNO
Aamps sceglie il Cisternino di Città per rispondere ai suggerimenti, alle segnalazioni, alle idee dei livornesi sul servizio di raccolta dei rifiuti nel Pentagono e nella fascia tutt’attorno, il cosiddetto “centro allargato” (materializzate in 40 e-mail di 34 cittadini) fra critiche e applausi.
Il sistema misto – porta a porta e vecchia raccolta stradale – prevede la realizzazione nei due quartieri di “postazioni di conferimento controllato” , costituite da un insieme di cassonetti per organico e vetro con serratura elettronica sbloccabile tramite eco-card. È una via di mezzo, spiega l’assessore all’ambiente Giuseppe Vece, per venire incontro alle necessità dell’azienda e alle esigenze dei residenti «senza chiedere l’impossibile e salvaguardando allo stesso tempo il decoro e il prestigio storico dell’area».
Il numero e l’esatta collocazione delle postazioni non è ancora noto, ma l’assessore garantisce: «Passeremo da 1000 a 50 cassonetti in tutta la città, che saranno sorvegliati da 100 nuove telecamere».
Già in molte delle segnalazioni però si legge la preoccupazione dei livornesi: nessuno vuole le “campane” sotto casa o esporre sul marciapiede stretto, si temono migrazione dei rifiuti e infestazioni di animali in cerca di cibo.
Anche tra i presenti all’incontro organizzato all’ex Casa della Cultura, c’è chi proprio non ci sta e protesta. «Tra gabbiani e “tarponi” in Venezia c’è il rischio colera...» grida Paola Munafò, mentre una cittadina di Borgo (che chiede l’anonimato) lamenta: «Chi conferisce correttamente sarà controllato e multato, gli altri invece no».
Ma Vece non si scompone: «In Venezia si applica il modello standard che nelle altre città funziona benissimo, e l’abbandono dei rifiuti accanto ai cassonetti aiuterà a far emergere situazioni di irregolarità abitative».
Intanto, è annunciato anche il servizio Aamps di raccolta al piano per rifiuti ingombranti e Raee (apparecchiature elettriche e elettroniche): partirà dal 1° gennaio e sarà a pagamento, e si affiancherà a quello a domicilio (che rimane gratuito).
Nell’occasione fa il suo debutto anche la nuova guida alla differenziata domestica, realizzata in collaborazione con Conai: scritto in caratteri più leggibili, il nuovo “Dove lo butto? ” organizza il conferimento attraverso una serie di simboli: ed è già in distribuzione.
Forte anche la protesta di Andrea Romano di Legambiente: «Il progetto a cassonetti zero di Conai è scomparso (ma Luca Piatto del Consorzio sostiene il modello del Comune), e il cassonetto stradale è incompatibile con la tariffa puntuale. Aamps non ha più un consiglio d’amministrazione, e non c’è un progetto a palazzo Civico per lo spegnimento dell’inceneritore».
Gli risponde al taccuino, del Tirreno incassati gli applausi «per aver pagato metà del debito e portato la differenziata al 57%», la direttrice generale dell’ex municipalizzata Paola Petrone: «Il Cda non è ancora “scaduto” (ma sul sito si legge «cessato dall’incarico al 23 aprile» , data di nomina dell’amministratore unico, ndc), e la tariffazione verrà calcolata sul numero dei conferimenti. E la perizia per la chiusura dell’impianto è asseverata dal Tribunale». —
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