Gioco
Caso Daveti, si indaga ancora La finanza in viceprefettura
Prelevati documenti nella sede di Portoferraio e in alcuni studi legali. Nel mirino le pratiche dell’ex funzionario livornese per il ritiro di alcune patenti
LIVORNO
Nuove perquisizioni, materiale messo sotto sequestro dalla Finanza e un filone elbano dell’indagine che, in queste ore, si sta sviluppando. Entrano nel vivo anche all’isola d’Elba le indagini sull’operazione “Vicerè”, che a fine maggio scorso ha fatto scattare le manette ai polsi di Giovanni Daveti, l’allora viceprefetto di Livorno con delega agli affari dell’Elba.
Martedì mattina gli uomini della guardia di finanza sono tornati nella sede della viceprefettura a Portoferraioe hanno prelevato numerosi faldoni. Altre pattuglie, nel frattempo, si sono recate in alcuni studi legali per verificare il ritiro di numerose patenti.
Continua quindi ad essere al centro delle indagini la vicenda del viceprefetto Daveti, ma su questi nuovi sviluppi la guardia di finanza è decisa, per ora, a mantenere il più stretto riserbo. Daveti non è nuovo a problemi giudiziari a causa di patenti ritirate: aveva già affrontato un processo qualche anno fa nel caso delle “patenti vendute” a Livorno dove era stato assolto poi nel 2009 con formula piena. In quella occasione Giovanni Daveti aveva sempre sostenuto la propria estraneità alle accuse ipotizzando di essere stato trascinato nella vicenda per inimicizie nei suoi confronti all’interno della Prefettura e anche per la sua battaglia contro le infiltrazioni criminali sul territorio.
Il 30 maggio scorso è però accaduto l’impensabile. Giovanni Daveti è stato prelevato dalla viceprefettura di Portoferraio e arrestato. Una vicenda che ha lasciato di stucco quanti sull’Elba avevano avuto a che fare con l’ex viceprefetto, che in questi anni di reggenza elbana ha lavorato insieme agli enti per risolvere alcune questioni comprensoriali. L’inchiesta era partita da un controllo di un parcheggio realizzato all’Elba ed ha portato all’arresto di 9 persone e alla messa sotto in chiesta di altre 27. Tra le accuse associazione a delinquere, porto abusivo di esplosivi, contrabbando di 9 tonnellate di sigarette, indebita compensazione di debiti tributari tramite fittizie compensazioni, illecita sottrazione al pagamento delle accise sugli alcolici, anche mediante falso in documenti pubblici informatici. Per la Finanza, Daveti - ritenendosi vittima di una truffa immobiliare - avrebbe pianificato con un amico livornese una "vendetta", dando incarico a un complice di reperire l'esplosivo da usare contro la vettura di famiglia del suo presunto truffatore. Le indagini degli inquirenti non si sono fermate e il 21 agosto scorso la guardia di finanza ha eseguiti una nuova misura cautelare agli arresti domiciliati nei confronti dell’ex viceprefetto, già detenuto in carcere, con l’accusa accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico. Da ieri nuove in indagini su questo nuovo filone che coinvolge ancora il ruolo di Giovanni Daveti come viceprefetto dell’Elba. —
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