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«Mangiare sull’alluvione è peccato mortale» E la chiesa di Collinaia applaude il vescovo
LIVORNO«Se fosse confermato dalla magistratura che persone hanno speculato sulla tragedia per mangiarci sopra, allora, ci troveremmo di fronte ad un peccato mortale». Sono durissime le parole che il...
LIVORNO
«Se fosse confermato dalla magistratura che persone hanno speculato sulla tragedia per mangiarci sopra, allora, ci troveremmo di fronte ad un peccato mortale». Sono durissime le parole che il vescovo Simone Giusti ha pronunciato durante la messa che si è svolta ieri pomeriggio nella chiesa Nostra Signora di Lourdes, a Collinaia, per ricordare l'anniversario della terribile alluvione che, nella notte tra il 9 e il 10 settembre dello scorso anno, colpì Livorno e i suoi cittadini.
Il vescovo ha scelto una delle zone più colpite dalla violenza di acqua e fango per celebrare il primo anniversario della tragedia. «È necessario - ha tuonato monsignor Giusti - che ci sia un sussulto di etica e di moralità: la figura del furbetto di quartiere è stata troppo osannata e, adesso, è necessario che ci sia una inversione di tendenza».
Alle parole del vescovo ha fatto seguito un forte applauso da parte delle persone che hanno riempito la chiesa di Collinaia. «Dobbiamo diventare persone - aggiunge il vescovo - che ricercano un regime di dovere dove, per dovere, non si intende qualcosa di coercitivo, ma una spinta a operare di più come comunità».
All’inizio della sua predica Giusti aveva ricordato i nomi delle persone che hanno perso la vita a causa dell'alluvione: «Celebriamo la messa - ha sottolineato il vescovo - in ricordo delle persone che non ci sono più e in suffragio delle loro famiglie. Non vogliamo dimenticare e vogliamo impegnarci perché tragedie simili non accadano mai più - ha aggiunto -. Ci possono essere eventi eccezionali, ma serve più partecipazione dei cittadini anche nelle procedure di protezione civile».
E sul sistema di allarme monsignor Giusti ha ripetuto una frase che aveva già destato polemiche: «Meglio una notte in bianco ma mai più morti».
Al termine della funzione, insieme alle istituzioni presenti – tra cui il governatore della Toscana Enrico Rossi, la vicesindaca Stella Sorgente, l'assessore regionale Cristina Grieco, l'assessore al sociale del Comune Leonardo Apolloni, la presidente della Fondazione Caritas Livorno, suor Raffaella Spiezio - ha inaugurato, con taglio del nastro, i locali ristrutturati (grazie ai contributi stanziati dalla Cei, spiega suor Spiezio) della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes, dove è stata allestita una mostra con le suggestive foto scattate dai fotografi di Pentafoto e di Novi.
«Continuerò, per altri sei mesi, a occuparmi della situazione di Livorno - ha poi affermato a margine Enrico Rossi -. Abbiamo in programma opere relative soprattutto all'Ardenza, al Rio Maggiore e all'Ugione, finalizzate ad innalzare il livello di sicurezza complessivo, attraverso il consolidamento degli argini, deviazioni, stombamenti, realizzazione di casse di esondazione. In questo modo aumenteremo la sezione dell'Ardenza accrescendone la portata, devieremo la confluenza con il Forcone così da rendere l'arrivo dell'acqua meno impattante. Sul Rio Maggiore ricostruiremo il ponte di Salviano, stomberemo alcuni tratti e opereremo qualche deviazione verso la foce».
Presente il capo della Protezione Civile nazionale, Angelo Borrelli: «Il sistema di allerta deve evolversi, non dobbiamo lasciare soli i sindaci». —
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