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«Entro 6 mesi via alla rimozione del tombamento del Rio Maggiore»
GIULIO CORSIPresidente Rossi, un anno dopo il disastro, ci sono ancora cantieri aperti. «Gli interventi previsti nel piano post-emergenziale sono 294: ad oggi sono conclusi per oltre l’80%, mentre...
GIULIO CORSI
Presidente Rossi, un anno dopo il disastro, ci sono ancora cantieri aperti.
«Gli interventi previsti nel piano post-emergenziale sono 294: ad oggi sono conclusi per oltre l’80%, mentre solo 5 interventi (l’1,7% del totale) sono in fase di progettazione».
Ritiene lo stanziamento dei fondi sufficiente?
«Il piano che sto attuando come commissario prevede interventi per 52,5 milioni di euro, di cui 15,5 a valere su risorse statali e 37 su risorse regionali. Ringrazio il Consiglio Regionale che ha accolto la mia proposta di uno sforzo così importante per la città di Livorno stanziando più del doppio della quota statale. A queste risorse si aggiungono altri 10 milioni, di cui 2 milioni di provenienza statale, su altre linee di finanziamento del bilancio regionale che concorrono a realizzare ulteriori interventi per la riduzione del rischio idraulico nel bacino del Torrente Ugione e nella zona di confine fra Livorno e Collesalvetti».
Restiamo al rischio idraulico: la messa in sicurezza dei fiumi a che punto è?
«Stiamo approvando proprio in questi giorni i masterplan definitivi su Rio Ardenza, Rio Maggiore e il progetto del torrente Ugione. Abbiamo definito tutti gli interventi necessari per dare un’adeguata risposta ad un evento come quello di un anno fa».
Ce li illustri...
«Con le risorse a disposizione oggi, potranno partire gli interventi nella zona di via Mondolfi sul Rio Ardenza, la rimozione del tratto più critico del tombamento del Rio Maggiore, nei pressi dello Stadio. Sempre sul Rio Maggiore sarà demolito il ponte di Salviano e realizzato il nuovo ponte “Peppino Impastato”. Infine potrà partire il cantiere delle casse di espansione dell’ Ugione».
La sua prima ipotesi, nei giorni successivi all’alluvione, di “stombare” il Rio Maggiore vicino alla foce e deviare il corso del fiume tra campo scuola e ippodromo, a fianco allo stadio, era stata contestata, risultando per molti irrealizzabile. Si sa però che con Nogarin, prima dell’estate, avete trovato una soluzione condivisa...
«Siamo molto avanti nella fase di progettazione esecutiva, che attendo per fine settembre da parte dei nostri tecnici. L’obiettivo del progetto è arrivare ad una portata di 140 metri cubi al secondo, tre volte superiore all’attuale con ritorno cinquecentennale. A fine mese illustreremo il progetto».
Vedremo anche le ruspe in azione o - visti anche i costi - resterà una bella idea sulla carta?
«Sicuramente tutti i lavori prenderanno avvio prima della fine dello stato di emergenza previsto fra sei mesi. Non mi riterrò soddisfatto finché Livorno e i suoi cittadini non avranno un adeguato livello di protezione idraulica e per questo farò tutto quanto nelle mie possibilità per raggiungerla nei tempi più brevi possibile. Mi piacerebbe poter onorare le vittime dell’alluvione di Livorno, a cui va in primis il mio pensiero, lasciando una città più sicura».
E i fondi basteranno?
«Le risorse disponibili non sono sufficienti a realizzare tutti gli interventi prioritari: proprio per questo, insieme al sindaco Nogarin, abbiamo scritto una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per chiedere ulteriori 30 milioni necessari alla realizzazione degli interventi».
Capitolo risarcimento danni: si sta paventando una beffa amara per i livornesi...
«Non sono soddisfatto dei risultati della procedura di ristoro dei danni subiti da privati e imprese effettuata coerentemente alla norma nazionale. Pur avendo concluso la prima ricognizione dei danni nel mese di novembre 2017, ad oggi non abbiamo avuto ancora una formale approvazione da parte del Governo delle risorse richieste, che ricordo essere, fra privati e attività produttive, di quasi 50 milioni».
Potrebbero arrivarne meno di un quarto...
«Solo ad agosto il Governo ha fatto una proposta alla Regioni che dovrebbe essere approvata in questi giorni dal Consiglio dei Ministri. Purtroppo all’evento di Livorno sono destinati circa 12 milioni che non garantiscono di soddisfare tutte le richieste che saranno presentate nella seconda fase di ricognizione. Ho già fatto presente al Governo di impegnarsi a integrare il fondo».
E le risorse regionali?
«Un risultato importante è stata la possibilità di rendere subito disponibili le risorse regionali per il contributo sociale in favore delle famiglie colpite dagli eventi alluvionali. A fine 2017 era stato già concesso un contributo di oltre 2 milioni per oltre 500 famiglie». —
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