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Dall’allerta arancione all’esondazione dei fiumi per 10 ore la città si è fatta trovare impreparata
la ricostruzione LIVORNO Il sindaco Filippo Nogarin, per sua stessa ammissione, è stato informato del disastro alle 6, 46 di domenica 10 settembre 2017, quando il nubifragio si era allontanato per...
la ricostruzione
LIVORNO
Il sindaco Filippo Nogarin, per sua stessa ammissione, è stato informato del disastro alle 6, 46 di domenica 10 settembre 2017, quando il nubifragio si era allontanato per lasciare dietro di sé morti e devastazione.
Un’altra certezza nella ricostruzione della tragedia attraverso lo scambio di messaggi e bollettini meteo tra il Centro di monitoraggio della Regione e la Protezione civile del Comune di Livorno: fra le 3 e le 4, quando il personale di servizio ha accertato che il rio Maggiore stava per straripare, non è scattato alcun allarme particolare per la popolazione, soprattutto per le 2. 639 persone che abitano nella zona a rischio esondazione e inserite in un elenco della Protezione civile.
Allora proviamo a capire che cos’è successo a partire dall’allerta arancione diramata dal Centro di monitoraggio della Regione. Alle 21. 45 è richiesta a Riccardo Pucciarelli (da poco anche dirigente della Protezione civile) di attivare delle pattuglie reperibili mentre alle 21. 55 entrano in servizio le squadre Svs, Fides, Cri, e Cisom. Alle 21, 39, Enzo Di Carlo, ingegnere idraulico e funzionario della Regione, è stato inviato da Firenze il primo allarme «per la presenza di un forte sistema temporalesco sulla costa pisana e livornese».
23. 08, 00. 55, 2. 49, 5. 20 sono gli orari in cui dal Centro di monitoraggio della Regione sono partite altre allerte verso la Protezione civile livornese, dove si comunicava «pioggia superiore a 40-50 millimetri l’ora e addirittura 50-80 nella seconda parte della nottata».
Di fronte a questo quadro, la Protezione civile alle 22. 13 comunica con la sala operativa dei vigili del fuoco. Ma soprattutto alle 22. 16 c’è un contatto con la sala operativa Unificata Permanente di Firenze «per indicazione della situazione in corso e richiesta di aggiornamento meteo previsti per le 23». L’ulteriore contatto con il Centro della Regione per l’aggiornamento meteo è alle 23-15 quando il referente della Protezione civile lascia la sede di via dell’Artigianato per un sopralluogo insieme ai volontari nella zona nord.
Alle 2. 15, arriva una nuova perturbazione. E alle 3.05 c’è una nuova comunicazione con la sala operativa dei vigili in cui si richiede la verifica del livello del Rio Maggiore, segnalato prossimo allo straripamento. Non senza difficoltà il «referente riesce ad arrivare al ponte sul Rio maggiore e alle 4. 03 segnala ai vigili del fuoco il livello critico delle acque». Che poso dopo strariperà.
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