Gioco
Prenotazioni chiuse anche per l’ecodoppler
L’Asl agli operatori: «Il cittadino va sempre preso in carico». Ma agli sportelli Cup continuano a mandare indietro gli utenti
LIVORNO
«Buongiorno, devo fare l’ecocolordoppler agli arti inferiori. Ecco qua la ricetta del medico».
«No guardi, non c’è posto. Non può prenotare».
«Ma il mio dottore ha inserito anche la priorità, ho necessità di farla entro un mese».
«No, non c’è posto, torni l’anno prossimo per prendere l’appuntamento».
«Ma come l’anno prossimo?».
«È tutto prenotato, se proprio vuol provare, ripassi tra un mese e vediamo se si è sbloccato qualcosa...».
Sembra la fotocopia del dialogo che avevamo pubblicato la settimana scorsa tra un cittadino livornese che doveva sottoporsi ad una elettromiografia e l’operatore del CupTel. E invece stavolta il botta e risposta è andato in scena al Cup di Fiorentina.
Vittima di un sistema che evidentemente non funziona, stavolta è Piero Betti, livornese, 72 anni.
Anche lui - come il lettore della scorsa settimana - ha deciso di raccontare al Tirreno un altro caso di inefficienza del sistema sanitario: «L’Asl afferma sul giornale di aver riaperto tutti gli appuntamenti. Ma non è così: al Cup di via Fiera di Sant’Antonino mi hanno detto che per la prenotazione devo tornare nel 2019. E chissà quando me lo daranno. Io ho bisogno di fare questa ecocolordoppler e non posso spendere 100 euro per andare dal privato. Si rendono conto di cosa significa sentirsi dire che l’esame non si può prenotare per uno che deve curarsi...».
Insomma, ci risiamo: nonostante le rassicurazioni dell’azienda qualcosa nel sistema dei Cup proprio non va.
Anche in questo caso l’azienda sanitaria - attraverso il nostro giornale - si scusa col cittadino e con tutti quelli a cui sia stata negata la prenotazione di qualche prestazione. Anche perché c’è una delibera della giunta regionale - la 750 del 2018 - che vieta espressamente che il Cup neghi una data all’utente.
L’Asl rende pubblica anche la chiara disposizione che il direttore generale De Lauretis - dopo l’ultimo caso segnalato dal Tirreno - ha voluto che fosse ribadita a tutti gli operatori dei Cup, dei call center, delle farmacie. Vi si legge: «Nel caso in cui vi sia una richiesta del cittadino di prenotazione Cup per prestazione di specialistica ambulatoriale che non trova risposta nell'offerta, ovverosia agenda "chiusa o non presente nell'offerta aziendale", la richiesta deve esser presa in carico dall'operatore e inviata, nello stesso giorno, alla segreteria Cup di riferimento con il numero di telefono per poter richiamare l'utente».
In sostanza, spiega l’Asl, l’operatore dello sportello avrebbe dovuto prendersi cura del cittadino, ritirando la prescrizione del medico e passandola agli uffici che avrebbero dovuto ricontattarlo per dargli un appuntamento. Così non è stato, in questo caso e chissà in quanti altri: perché? —
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