Il Tirreno

Livorno

Livorno e il suo primo teatro di paglia

Francesca Suggi
Livorno e il suo primo teatro di paglia

Livorno, sedute fatte di balle e condivisione: ecco la creazione dell’ insegnante Anna Nosiglia. «Abbiamo già fatto uno spettacolo: è il primo esperimento di questo tipo in città»

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LIVORNO. Livorno e il suo teatro di paglia. Che guarda alla Gorgona. Un teatro fatto di grano. Di Balle. Di condivisione. Un palco bucolico nato in Collinaia che avvicina anche la città dei Quattro Mori alla rete nazionale di questi anfiteatri alternativi nati nel 2011.
«È il primo teatro di paglia della città e ne sono orgogliosa», commenta con un maxi sorriso sulle labbra la livornese Anna Nosiglia. Classe 1970, insegnante di inglese alla scuola elementare e traduttrice per il tribunale: è lei la “mente-natura” che da quest’anno ha concretizzato quello che era, da tempo, il suo sogno. E lo ha fatto nella sua oasi di Collinaia, quell’ Happy Aia - associazione sportiva dilettantistica di via delle Gore - dove regna incontrata la natura.

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Lo dice il nome stesso: è un’aia vista mare (“Happy”, felice con il sorriso come quello di anna) dove Nosiglia si sbizzarrisce a creare eventi, concerti, balli sotto le stelle. Dove si organizzano feste e gite fuori porta. Dove si lanciano iniziative per bambini e per grandi come la “BibliotecAia”.


«L’idea del teatro di paglia mi è nata andando in giro, così ho deciso di ricrearlo in modo artigianale prendendo il fieno da una ditta qua vicino». E aggiunge: «Ancora non siamo iscritti alla rete nazionale dei teatri di paglia: facciamo un appello a tutti i teatri cittadini a promuovere il nostro teatro nel loro palinsesti e laboratori estivi».
Nosiglia, a livello lavorativo, è sempre stata il ritratto della flessibilità. Nella sua quotidianità fatta di famiglia, interessi, lavoro e cose della vita è sempre riuscita a far incastrare tutti i tasselli. Un po’ come un puzzle.
Ma alla frenesia, ad un certo punto ha risposto con una brusca frenata. Con la voglia di riappropriarsi di ritmi lenti e vitali. Nasce Happy Aia.

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Si fa conoscere a Livorno nel 2006 “Casa Anna”, uno dei primissimi bed and breakfast in città. Poi il lavoro di insegnante ai bambini delle elementari (alle Carducci), quello di traduttrice. E pure il compito di essere referente del comitato dei cittadini Vivi Collinaia con idee ed iniziative “green”. E quest’anno arriva il teatro di paglia. Così come quest’anno l’insegnante ha acquistato per le sue letture estive lo Zibaldone di Giacomo Leopardi: «Spesso ai miei bambini di scuola che vogliono tutto e subito e che dicono di annoiarsi porto proprio l’esempio di Leopardi che ha scritto pagine e pagine sulla noia», ci scherza su. E a proposito del teatro.
«A metà luglio abbiamo fatto un primo spettacolo di beneficenza con i cori Voci del Frignano della provincia di Modena e la Grolla di Livorno: è andata benissimo», continua Nosiglia.
Il teatro di paglia, come ogni palcoscenico di grano che si rispetti, appare e scompare. In questo periodo le sedute-balle sono riposte.


«Bisogna stare attenti alla pioggia: se le balle si bagnano non sono più utilizzabili e quindi quando non vengono usate vengono tolte». All’orizzonte del teatro di paglia di Livorno c’è una collaborazione con la scuola di teatro Vertigo di Marco Conte. «Abbiamo già avuto diversi colloqui con Marco Conte della scuola Vertigo - spiega Anna Nosiglia - la scuola di teatro ha molti bambini, promuovono tante attività, quindi ci piacerebbe mettere loro a disposizione il nostro teatro di paglia».
 

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di Redazione web