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Livorno

l’incontro  

Don Biancalani fa il pienone «Ci opporremo allo sgombero»

MATTEO SCARDIGLI
Don Biancalani fa il pienone «Ci opporremo allo sgombero»

Il parroco di Vicofaro (Pistoia) che accoglie i migranti ospite all’iniziativa di Futuro «Salvini ostacola il nostro centro. Cerchiamo unità dove altri fomentano paure»

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«Serve un dialogo interreligioso e voi Livornesi in questo siete maestri». Parte da qui don Massimo Biancalani. L’altra sera al caffè letterario Le Cicale Operose c'erano quasi 150 persone per ascoltare il parroco di Vicofaro (provincia di Pistoia), il prete delle foto dei migranti in piscina, “scomodo” per la Curia e indigesto al sindaco di Fratelli d'Italia e al ministro Matteo Salvini. È stato il protagonista dell’incontro “Ero straniero e mi avete accolto” organizzato da Futuro e moderato dal capogruppo Andrea Raspanti.

«Sono stato coinvolto in una discussione più grande di me, ma non mi tiro indietro», racconta il sacerdote, più volte al centro delle cronache per aggressioni e minacce subìte da gruppi di estrema destra, sul cui centro di accoglienza (con diverse irregolarità infrastrutturali) adesso pende la spada di Damocle del Comune: «È pronta un'ordinanza di sgombero, ma ci opporremo. Ci siamo già rivolti a un pool di avvocati e abbiamo avvisato Alex Zanotelli (padre Alessandro Zanotelli, ndc)».

I vigili del fuoco infatti, durante l'ultimo sopralluogo, avevano riscontrato anomalie nel locale cucina dell'edificio, sulla base delle quali la prefettura aveva ordinato lo spostamento in via precauzionale degli ospiti (italiani e stranieri) dai locali soprastanti. «Ci siamo sempre adoperati per mettere tutto a norma a spese nostre, questo è un tentativo di Salvini per ostacolarci», va giù duro don Biancalani, rivolgendo al mittente la stessa sollecitudine: «La nostra è accoglienza umana, con i materassi a terra e tanti volontari in massima parte laici. Loro invece sono quelli che hanno lasciato per giorni i migranti sulla Diciotti, senza dignità né sicurezza».

Rivendica il parroco la sua politica “dei cinque pani e due pesci”, ribadisce il No all'accoglienza a numero chiuso e si addentra nella lotta intestina al Vaticano fra sostenitori della conservazione del potere di Roma e la riscoperta delle scritture: « Bisogna scuotere l'istituzione dal suo silenzio, e cercare l'unità dove altri fomentano la paura».

Oggetto della predica è ancora il ministro dell'interno, simbolo – dice – della narrazione della emergenza migranti: «Fa politica con il rosario in mano ribaltando i valori del Vangelo». E quando è il prete ad essere accusato di fare politica, lui risponde così: «Sono stato contestato per aver appeso uno striscione che esorta a non piegarsi a razzisti e fascisti, ma la condanna al razzismo e al fascismo è un dovere di tutti. La mia è politica nella sua forma più alta, per il bene dell'uomo. Io sono certamente di parte, dalla parte dei poveri». In occasione della serata Futuro ha previsto una raccolta fondi per sostenere le spese di riparazione del tetto del Cas di don Biancalani: «Abbiamo raccolto circa 450 euro», fa sapere Raspanti: «Questa partecipazione dimostra il bisogno di luoghi dove organizzare una resistenza e un rilancio di certi valori». —

MATTEO SCARDIGLI

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