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Asl chiede la disinfestazione contro i pappataci all’Elba
Intanto sono stati dimessi quattro dei sei pazienti sottoposti a terapia anti-infiammatoria nel reparto di malattie infettive di Livorno
LIVORNO
Sono stati dimessi 4 dei 6 pazienti che erano stati ricoverati nei giorni scorsi al reparto di malattie infettive dell’ospedale di Livorno con la diagnosi di meningite a liquor limpido da Virus Toscana.
Il quinto dovrebbe lasciare l’ospedale quest’oggi, mentre l’ultimo è ancora sottoposto a terapia anti-infiammatoria nel reparto guidato dal primario Spartaco Sani. Le sue condizioni non destano comunque preoccupazioni.
Si tratta di pazienti giovani, con un’età che varia tra i 20 e i 45 anni. Cinque di loro - come ha scritto ieri Il Tirreno che ha diffuso la notizia - erano stati in vacanza all’Isola d’Elba ed è probabilmente lì che secondo Sani hanno contratto la malattia attraverso la puntura di un pappatacio, un insetto simile alle zanzare.
Proprio ieri l’ufficio igiene e prevenzione dell’ospedale di Portoferraio ha contattato tutti i Comuni elbani invitandoli a mettere in atto disinfestazioni ordinarie e straordinarie per limitare il numero dei pappataci sul territorio dell’isola.
Secondo la direzione dell’ospedale elbano non c’è un allarme in corso. E il numero dei casi per adesso è in linea rispetto alle statistiche degli scorsi anni. «Il periodo di agosto e inizio settembre è quello in cui si verificano il maggior numero di casi che, comunque si attestano sui 10-12 all’anno». In questo caso 6 sono avvenuti tutta nella settimana.
«Ma non è un problema solo elbano - sottolinea il primario di malattie infettive -. Il flebotomo è infatti presente in tutto il Mediterraneo».
In tutti i 6 casi si è trattato di forme leggere, che richiedono tuttavia un inquadramento diagnostico specialistico, ma come ricorda Sani, le conseguenze della puntura del pappatacio non vanno sottovalutate: nel 2013 una quarantenne di Empoli, punta proprio all’isola d’Elba, finì in coma alcuni giorni dopo il rientro a casa con una seria forma di meningo-encefalite, che fu fatta risalire al Virus Toscana trasmesso dai flebotomi. —
G.C.
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