Gioco
Fiamme nella casa sfitta usata come rifugio abusivo
Vicolo delle Guglie, una vicina dell’appartamento finisce in ospedale I proprietari del palazzo: «Già chiuso con la catena ma sfondano la porta»
LIVORNO
L’allarme, ieri mattina, è scattato intorno a mezzogiorno. Una donna ha iniziato a gridare dalla finestra di un appartamento al secondo piano del vicolo delle Guglie, una traversa di Corso Amedeo. Nell’alloggio accanto al suo è scoppiato un incendio: le fiamme sono divampate all’interno di una camera da letto vuota, dove i vigili del fuoco non hanno poi trovato nessuno. La camera vuota di un appartamento privato e sfitto, che però spesso, nonostante gli interventi dei proprietari del palazzo, viene usato come rifugio di fortuna. Così gli abitanti dei condomini vicini si dicono «preoccupati per il continuo viavai» nella zona, per quello che «sarebbe potuto accadere». E gli stessi proprietari dell’immobile tornano a fare denuncia.
Alla fine per fortuna ieri mattina non ci sono stati feriti gravi. La donna italiana di 50 anni che vive nell’appartamento a accanto a quello andato a fuoco è stata portata in ospedale soprattutto per lo choc, come riferito dai soccorritori.
Alcuni vicini hanno dato l’allarme ed è stato uno dei parenti che abita al piano terra, Emilio Patanè, a sfondare la porta e a farla uscire dal palazzo quando l’ha sentita gridare.
«L’ha sentita prima mia moglie – racconta – mi sono affacciato e dalle scale ho visto il fumo e il fuoco. Così mi sono messo una maglietta bagnata davanti alla bocca, sono salito e l’ho portata giù».
«Già da qualche giorno – racconta un altro parente della donna, Enzo De Divitiis – si lamentava perché diceva di sentire dei rumori nella casa accanto, qualcuno si era intrufolato».
È stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco non solo per spegnere le fiamme (l’incendio nella camera, grande circa 10 metri quadri, è stato domato prima che potesse causare danni strutturali), ma anche per tirare fuori dal suo appartamento l’uomo di origini marocchine che vive sopra e che alla fine non ha avuto bisogno di farsi visitare in ospedale. Il fumo è infatti salito in fretta fino al terzo e ultimo piano e i vigili del fuoco hanno dovuto farlo uscire dalla finestra.
Sono in corso verifiche per capire cosa può avere innescato l’incendio. Sul posto è arrivata anche la polizia.
Il palazzo che si affaccia su questo angolo del centro città è privato, in parte dato in affitto e in parte vuoto. Le figlie della proprietaria dell’intero immobile, Marina e Romina La Placa, spiegano che «quell’appartamento è sfitto da tempo, in attesa di fare dei lavori». «Alcuni mesi fa – raccontano – abbiamo trovato la porta accostata e abbiamo chiamato i carabinieri: quando siamo entrati insieme dentro abbiamo trovato tutto, qualcuno ci andava a dormire, abbiamo fatto denuncia e abbiamo chiuso con una catena».
«Questi locali – riprendono – sono sempre stati dati in affitto e negli anni, sia con italiani che con stranieri, abbiamo avuto problemi: chi non paga, chi non esce più di casa, chi la lascia in pessime condizioni. Ora ci hanno detto di aver trovato la catena spezzata, la porta sfondata, anche delle paste fresche vicino al materasso che ha preso fuoco, segno che qualcuno veniva a dormire. Intanto sporgeremo denuncia in questura». —
JUNA GOTI
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