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Archiviata l'inchiesta Aamps, da Nogarin a Cosimi tutti prosciolti
Livorno, erano diciassette le persone finite sotto indagine tra politici (compreso l'assessore Gianni Lemmetti), dipendenti pubblici e amministratori per la gestione dell'azienda dei rifiuti ora in concordato preventivo in continuità
LIVORNO. Poche righe firmate dal giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno mettono fine alla maxi inchiesta "Città pulita", l'indagine aperta nel 2015 dalla procura di Livorno per verificare eventuali responsabilità penali della gestione di Aamps, l'azienda pubblica per la raccolta dei rifiuti del Comune di Livorno dall'8 marzo del 2017 in regime di concordato preventivo in continuità.
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Diciassette le persone finite sotto indagine che adesso, dopo la richiesta di archiviazione firmata dal pubblico ministero Massimo Mannucci all'inizio dell'estate, sono state prosciolte. Tra loro l'attuale sindaco di Livorno Filippo Nogarin (M5s), il suo predecessore Alessandro Cosimi (Pd) e l'ex assessore al bilancio, ora al Comune di Roma, Gianni Lemmetti.
I reati ipotizzati erano quelli di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e abuso d'ufficio. Tra le persone finite sotto indagine anche amministratori pubblici e manager che negli ultimi sei anni hanno gestito l'azienda dei rifiuti che prima del concordato aveva raggiunto debiti per oltre quasi 40 milioni di euro. Archiviata l'indagine penale adesso la palla passa alla Corte dei Conti visto che la Procura ha comunque ravvisato delle irregolarità a livello contabile con un presunto danno erariale.
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