Il Tirreno

Livorno

Massacra la moglie nella stanza dell’hotel, ma

Federico Lazzotti

Livorno, l’allarme nella notte dalla direzione del Palazzo.  Il trentenne ha anche ferito i due agenti ed è stato arrestato

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LIVORNO.  Il responsabile del Grand Hotel Palazzo quando ha dato l’allarme al centralino della questura ha raccontato di aver sentito grida disumane a causa di una lite furibonda tra ospiti dell’albergo aggiungendo di fare in fretta . La conferma di tanta preoccupazione è arrivata nel momento in cui gli agenti, intorno alle una di sabato primo settembre, si sono fatti aprire con il passe-partout la porta della stanza al primo piano dopo che diversi tentativi di entrare, bussando, erano stati inutili.

All’interno, infatti, hanno trovato davanti ai loro occhi una scena agghiacciante: una donna con il volto tumefatto, il sangue dappertutto, con le lenzuola e gli arredi macchiati, diversi soprammobili rotti e il marito, invece, tranquillamente sdraiato sul letto, come se niente fosse accaduto. Se questa scena di violenza poteva ampiamente bastare a mettere nei guai l’uomo, quello che è accaduto negli attimi successivi all’ingresso dei poliziotti ha, se possibile, confermato l’indole del trentenne, un turista inglese arrivato a Livorno poche ore prima.

«Si è scagliato contro gli agenti colpendoli con calci e pugni appena hanno cercato di identificarlo – spiegano dalla questura – ha cercato di prenderne uno per il collo, poi lo ha morso al braccio l’altro e graffiato». Alla fine una dei due agenti è stata portata in pronto soccorso e dimessa con quindici giorni di prognosi mentre il collega se l’è cavata con sei. L’uomo, invece, è stato arrestato e trasferito in carcere dopo la convalida e in attesa del processo in programma martedì. L’accusa è quella di lesioni nei confronti dei poliziotti, oltraggio a pubblico ufficiale e soprattutto per le lesioni ai danni della moglie, una donna, anche lei inglese, di 26 anni. La diagnosi del pronto soccorso parla della frattura delle ossa nasali e contusioni multiple da cui è scaturita una prognosi di trenta giorni. Quando bastava alla Procura per procedere d’ufficio nei confronti del trentenne visto che la donna quando è stata ascoltata dagli agenti, probabilmente terrorizzata da quanto avvenuto poco prima, ha negato di essere stata picchiata dal marito raccontando addirittura di essersi procurata quelle ferite cadendo dal letto.

Una versione a cui gli agenti non hanno creduto. Secondo gli investigatori infatti, il trentenne sarebbe una persona particolarmente violenta e pericolosa che abusa di alcol e ha dimostrato durante la notte di follia di cui è stato protagonista una scarsa intelligenza delle situazioni, tanto da trasformare un soggiorno in albergo in un episodio di assurda violenza nei confronti della moglie che ha picchiato selvaggiamente.

 

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