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Oncoematologia si sposta e ora si temono altri disagi
La denuncia del presidente della associaizione contro le leucemie «Il nuovo padiglione ha poco spazio e molti servizi saranno a possibile rischio»
LIVORNO
Spazi non adeguati per i pazienti oncoematologici e servizi compressi. Il 4 settembre prossimo il reparto di Oncoematolgia dell’ospedale di Livorno si sposterà dal primo piano del sesto padiglione al piano terra del terzo ma il trasloco, realizzato in tempi brevissimi, desta non poche preoccupazioni. Tra questi la dimensione del Day Hospital che sarà, infatti, di appena 20 metri quadrati per un’utenza giornaliera di 40/50 persone e le stanze di degenza che potrebbero ospitare fino a quattro pazienti invece di due, una situazione difficile per chi affronta patologie come i tumori del sangue che ha necessita di monitoraggio e assistenza continui.
A porre l’accento sui problemi relativi al trasferimento è Alessandro Baldi, Presidente della Sezione di Livorno dell’Ail, Associazione Italiana contro le Leucemie, che frequenta giornalmente il reparto con i suoi volontari per offrire supporto e aiuto ai malati e ai loro familiari.
«I locali nuovi non sono stati nemmeno del tutto imbiancati per via dell’urgenza– spiega Baldi – e ad oggi non si intravede una volontà aziendale di migliorare in futuro il reparto di oncoematologia rendendolo un luogo più accogliente. Il padiglione non ha spazi sufficienti e molti servizi sono a possibile rischio. Ma questo è solo uno dei problemi. Ci avevano promesso ad esempio un nuovo software che permettesse un’organizzazione più rapida per la somministrazione delle terapie. Invece oggi i pazienti devono aspettare spesso oltre due ore solo per sapere quali infusioni fare, per di più in uno spazio che sarà molto più piccolo di quello attuale».
A pagare il prezzo del trasferimento saranno ancora una volta i malati e le loro famiglie poiché il reparto ha già avuto problemi in tempi recenti. Il vecchio reparto era stato ristrutturato da poco, lavori ai quali l’AIL di Livorno ha contribuito attraverso un contributo. Eppure lo scorso maggio, ad appena un anno dagli interventi, l’intonaco di una stanza di degenza è crollato, fortunatamente senza particolari danni. Da qui il trasloco fatto in fretta e furia in un padiglione che non ha spazi sufficienti per garantire un’elevata qualità dei servizi.«Per fortuna – prosegue Baldi - abbiamo potuto contare sulla piena disponibilità del personale medico e degli infermieri che, con grande professionalità, stanno sopperendo ad alcune carenze. La situazione rimane però critica e spero vivamente che la Direzione Generale intervenga in fretta. I malati esigono delle risposte in tempi brevi visti i disagi che affrontano ogni giorno». —
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