Il Tirreno

Livorno

LE ACCUSE 

Un sistema di favori tra amici a suon di regali, cene e vacanze

Turbativa d’asta e truffa ai danni dello Stato: queste le accuse che hanno spinto il Gip a disporre gli arresti domiciliari nei confronti di Fiaschi e Stefanini

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LIVORNO

Turbativa d’asta e truffa ai danni dello Stato: sono queste le accuse al centro dell’inchiesta della squadra mobile. Il sospetto è che la gara d’appalto per dotare il Comune di mezzi di emergenza, «fosse stata predisposta su misura della ditta del Fiaschi, allo scopo di impedire la partecipazione di imprese concorrenti o comunque ridurre fortemente il numero di imprese che potevano avere i requisiti per parteciparvi». Lo scrive il gip di Livorno, Antonio Del Forno, nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, per l’ex coordinatore della Protezione civile di Livorno, Riccardo Stefanini, e per l’imprenditore Emanuele Fiaschi, titolare della ditta Tecnospurghi.

L’ipotesi investigativa è supportata dalle intercettazioni con cui Stefanini, appreso della manifestazione d’interesse di un’altra impresa con sede a Camaiore, si muove per verificare se essa abbia i requisiti inseriti nel bando. Tra questi, c’è una sede operativa nel raggio di quindici chilometri e la disponibilità di alcuni mezzi, tra cui le idrovore. Erano passate poche settimane dalla tragica alluvione.

«A noi interessa avere la piena disponibilità 365 giorni per h24, Natale Capodanno delle idrovore. Pompe idrovore va bene? E poi nel periodo invernale la piena disponibilità di due spargisale», dice Stefanini intercettato con la seconda impresa interessata alla fornitura. La ditta di Lucca rinuncerà a partecipare in quanto questi mezzi non erano nell’immediata loro disponibilità, ma la “disparità” verso la ditta di Fiaschi sarebbe consistita, secondo il giudice, anche nell’avere rivelato all’imprenditore amico la presenza di un altro pretendente e successivamente la sua mancata presentazione, che ha consentito alla ditta vincitrice di aggiudicarsi l’appalto con un ribasso inferiore. Secondo l’inchiesta, inoltre, neanche la ditta di Fiaschi era in possesso di tutti i mezzi richiesti dalla gara, che erano dislocati su più sedi. In virtù dei rapporti tra Stefanini e l’imprenditrice Nicoletta Frugoli (colpita da un divieto di esercizio dell’attività per un anno), sarebbe stato condizionata anche la procedura per l’affidamento del servizio “Alert System” , cioè il sistema di chiamate alla popolazione per situazioni di emergenza.

La squadra mobile ha intercettato uno scambio di email tra Stefanini e Frugoli in cui il primo invita l’imprenditrice “a dare un’occhiata” alla bozza del documento. Che verrà poi integrato dalla Frugoli con aggiunte che il gip definisce «più opportune nell’interesse della ditta, il cui contenuto verrà poi sostanzialmente recepito nell’avviso di interesse definitivo». L’obiettivo «poi effettivamente conseguito», sarebbe stato quello di “indurre altre imprese a non manifestare il loro interesse di partecipare alla gara” , aggiudicata poi alla Comunicaitalia, unica impresa in lizza. –

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di Redazione web