Il Tirreno

Livorno

Sfida toscana a Roma: in un anno controllo su cinquemila ponti

Mario Neri
Sfida toscana a Roma: in un anno controllo su cinquemila ponti

Il presidente Enrico Rossi: «Verifiche straordinarie con Province e Comuni»  Intanto dopo Genova chiude un viadotto a San Miniato

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FIRENZE. Età, tipo di architettura, numero di controlli e cure necessari ogni anno e punti deboli di piloni, tiranti, travi. Una scheda per ognuno dei 5.000 ponti gestiti da Regione e Province e per tutti quelli (non ancora calcolati) in mano ai Comuni. Un monitoraggio «straordinario» da fare entro sei mesi, massimo un anno. Il crollo del Morandi è stato un «evento sentinella», una tragedia «insopportabile», ma non può rimanere inascoltata, dice Enrico Rossi. Per questo il governatore lancia una task force di tecnici che faccia una radiografia a tutti i cavalcavia, sovrappassi, viadotti e gallerie della Toscana. C’è già un accordo fra Upi, Anci e Città metropolitana.

CONTROLLI A TAPPETO.
Il piano prevede la messa a punto un metodo unico per tutti gli enti e un check-up straordinario di tutte le strutture in cemento armato. Per farlo, spiega il presidente, «istituiremo subito un tavolo tecnico fra Regione, Comuni e Province». Servirà a stabilire linee guida univoche perfare i test e gli studi di staticità, e stabilire il grado di deterioramento delle opere e stilare le schede con l’indicazione del tipo di intervento necessario, quando fare manutenzione o se procedere alla chiusura. «Voglio un controllo ponte su ponte», dice il presidente.

IL "FOGLIETTO" DI TONINELLI
Per Rossi è anche l’occasione per sferrare una stoccata al governo legastellato e a Danilo Toninelli: «Vogliamo andare oltre le criticità già note. Certo, ottempereremo alle richieste che ci sono arrivate dal ministero delle Infrastrutture, che ci chiede di fare la lista dei ponti a rischio entro il primo settembre. Faremo quello che dice quel foglietto, ma di fronte a un tema come questo non possiamo improvvisare». «Noi siamo già pronti – rincara Andrea Ceccarelli, consigliere delegato della Metrocittà – Ma ci chiediamo come sia possibile che da una parte il governo chieda tanta tempestività e poi tagli i fondi per le periferie, molti destinati proprio alla messa in sicurezza dei ponti».

I RADAR SATELLITARI
Per le verifiche la Regione utilizzerà anche il sistema di monitoraggio satellitare progettato dal dipartimento di Scienze della Terra dell’università di Firenze coordinato da Nicola Casagli e Federico Raspini e finora utilizzato dalla Toscana per il monitoraggio di «mutamenti del territorio» dopo alluvioni e terremoti. «Ogni 12 minuti rileva eventuali spostamenti di case, argini, strade, e consente di registrare spostamenti di un millimetro», dice Rossi. «Ci investiamo già 300 mila euro all’anno, e sarà prezioso per rilevare cedimenti strutturali». Intanto le province si attrezzano. San Miniato ieri la provincia ha chiuso il ponte di Isola («Non è sicuro») suscitando le proteste dei cittadini e i test sono scattati anche per un viadotto costruito da Morandi, l’architetto del viadotto crollato a Genova, «non ha problemi», hanno assicurato i tenici.
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INCOGNITA SOLDI
Per riuscire ad eseguire controlli così capillari, però, ammettono Anci e Upi, non basteranno i tecnici in organico. Già oggi, dopo una riunione in prefettura a Firenze convocata per fare il punto sulle infrastrutture dell’area, la Regione incontrerà i rappresentanti degli ordini professionali e delle Università. Ingegneri e prof potranno diventare consulenti degli enti. «Per questo – dice Rossi – stanzieremo anche un pacchetto di risorse, ma al momento non sappiamo quanto». Ma non basterà “scannerizzare” tutti i 10mila chilometri di strade e i 5mila ponti regionali o provinciali per avere garanzie su tutto il territorio. «Abbiamo già scritto ad Autostrade e ad Anas – chiude il governatore – Vorremmo ci facessero sapere che tipo di controlli hanno in programma, quale metodo voglio utilizzare o se vogliono unirsi a noi». —
 

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