Gioco
Travolto in scooter, si costituisce l’automobilista
Livorno, è un livornese di 33 anni che in questo modo ha evitato l’arresto: è accusato di lesioni gravi e omissione di soccorso
LIVORNO. «Eccomi, sono io ad aver travolto quel ragazzo ieri notte». Poche parole le sue. Dopo una notte passata fuori casa, con la testa nel caos per quello che ha combinato qualche ora prima, ha deciso di costituirsi alla prima pattuglia della municipale che ha incrociato sul lungomare. Lui è un livornese di 33 anni. Intorno alle 2 del mattino tra venerdì 24 e sabato 25 agosto, ha travolto con la sua auto Christian Funaro di 23 anni, che era in sella al suo scooter.
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Lo ha travolto in via Mastacchi e poi è fuggito. Il giovane dopo lo scontro è finito sul tettino della vettura e poi è stato scaraventato a terra dall’automobilista che poi è scappato via. «Sono stato scaraventato a terra dopo 700, forse 800 metri di zig zag per poi farmi cadere sull’asfalto», ha raccontato al Tirreno il 23enne che si definisce «vivo per miracolo».
Il 33enne responsabile dell’ incidente si è costituito sabato mattina 25 agosto), intorno alle 10.30. Costituendosi entro 24 ore dall’incidente ha evitato, come spiegano gli uffici della polizia municipale, l’arresto. I vigili urbani erano ormai sulle sue tracce. Lo erano praticamente fin da subito. Sul luogo dell’incidente, infatti, all’incrocio tra via Mastacchi e via Cestoni, sono stati ritrovati il paraurti e la targa dell’auto.
Gli atti relativi all’incidente sono stati trasmessi alla Procura, che ha aperto un fascicolo sul caso: secondo quanto raccolto, si procede nei confronti del 33enne per i reati di lesioni gravi con l’aggravante dell’omissione di soccorso. La procura, quindi, ha aperto un fascicolo contro l’uomo: da quanto ricostruito da chi indaga, il 33enne prima di fuggire, avrebbe chiamato i soccorsi per Funaro che era steso a terra. Christian dal letto di ospedale dove è ricoverato ha raccontato al giornale della città quei momenti. È ancora sconvolto. «Quell’uomo stava per uccidermi», ripete lo studente universitario che lavora come cameriere in un ristorante del lungomare. Non osa pensare che cosa sarebbe successo se fosse volato giù dal tettino mentre l’auto correva ancora e lui implorava all’automobilista di fermarsi. Funaro ha un’anca lussata, i legamenti lacerati e ha davanti un anno di riabilitazione.
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