Sicurezza
Nogarin: «Schiaffo alla città chiederemo un risarcimento»
Il sindaco parla di atteggiamento «vergognoso». Duro anche il governatore-commissario Rossi Carmignani (Cgil): «Ci addolora come dipendenti comunali»
LIVORNO
«Gli arresti sono la prova che questa amministrazione e il sottoscritto in particolare hanno fatto bene a chiedere agli investigatori di accendere un faro su alcuni funzionari della protezione civile comunale. Grazie alle forze dell’ordine chi voleva lucrare sull’alluvione ora non brinda più». Con queste parole il sindaco Filippo Nogarin commenta l’operazione della squadra mobile, coordinata dalla procura.
«È vergognoso – dice – che un dipendente pubblico, di fronte a un evento tragico, abbia come priorità favorire un imprenditore amico e pensi al proprio tornaconto». Una «condotta sistematica» che «ha moltiplicato i costi a carico del Comune», uno «schiaffo a tutti noi, per primi ai familiari delle vittime». Il funzionario, ricorda, «è già stato sospeso da tempo dal servizio»: «In caso di rinvio a giudizio, il Comune non solo si costituirà parte civile, ma chiederà un risarcimento per il gravissimo danno d’immagine». Alla città e «alla stessa protezione civile, dove lavorano professionisti irreprensibili, che ogni giorno si fanno in quattro». Parole dure anche dal governatore della Toscana e commissario per l’emergenza, Enrico Rossi: «Chi è un delinquente è bene che vada in galera e l'affermazione fatta è riprovevole. Mi risulta che dietro la denuncia ci sia lo stesso Comune, che ha fatto bene a sporgerla». Dal municipio, per la segreteria aziendale della Cgil, Letizia Carmignani parla di «pagina triste e dolorosa per la città e per tutti i dipendenti pubblici che nei giorni dell'alluvione hanno profuso il proprio impegno a fianco delle istituzioni e del volontariato senza risparmiarsi. Ci addolora che la vicenda, anche se circoscritta a un singolo, getti discredito sull'istituzione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
