Gioco
La scia di carte la lunga attesa e i 27 milioni dei nonni
LIVORNOSono passati vent’anni da quando, nel 1998, Bruno Garzelli fondò il comitato degli esclusi. Da allora è stato un infittirsi di leggi, raccomandate, promesse, contrordini. La partita per gli...
LIVORNO
Sono passati vent’anni da quando, nel 1998, Bruno Garzelli fondò il comitato degli esclusi. Da allora è stato un infittirsi di leggi, raccomandate, promesse, contrordini. La partita per gli aderenti al comitato sembrò sbloccarsi nel 1999 quando, racconta Garzelli, «il ministero dei beni culturali aveva anche dato parere favorevole alla vendita dei nostri immobili, ma sa come venimmo in possesso di quel documento? In una riunione informale con Casalp, i tecnici e un parlamentare di circoscrizione». Nel frattempo, nel 1995, «a dieci anziani titolari affittuari, compreso mio padre, il presidente dell'Ater di allora consigliò di pagare la casa in base alla prima stima fatta: 27 milioni di vecchie lire. Mancava solo il rogito in un'assemblea disse: “tranquilli, avranno la casa, hanno messo l'olio sul vino”...». La vendita non ci fu mai: quei soldi furono restituiti agli anziani un paio di anni dopo, «ma ad alcuni con un milione in meno di Iva: perché l’Iva?». —
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