Gioco
Intervento spargisale mai fatto ma pagato alla Tecnospurghi
Alla Valle Benedetta dopo la nevicata lavorò un volontario ma il Comune pagò alla ditta 4.500 euro. E poi quei sacchi di sale a prezzi gonfiati...
LIVORNO
Da una parte il funzionario pubblico, ex coordinatore della Protezione civile. Dall’altra l’imprenditore, titolare della Tecnospurghi. Sono due i reati contestati a Riccardo Stefanini ed Emanuele Fiaschi, al centro delle indagini portate avanti dalla squadra mobile: se la turbativa d’asta è legata al bando di gara “Multiservizi” di quest’anno, attraverso il quale l’azienda livornese si era assicurata una serie di servizi per l’ente, la truffa ai danni dello Stato riguarda i lavori di spargimento del sale dopo la nevicata dello scorso inverno, lavori effettuati da un volontario e pagati invece - come sostiene la polizia - alla Tecnospurghi. L’episodio risale all’allerta meteo del 25-26 febbraio e del 1° marzo, quando un privato - alla Valle Benedetta - mise a disposizione il suo veicolo spargisale per rispondere all’emergenza di quelle ore: questo intervento mai eseguito, secondo l’accusa, «ha portato circa 4.500 euro nelle casse della Tecnospurghi, tutto grazie alle irregolarità compiute da Stefanini nel calcolare i costi dei lavori svolti dall’azienda».
L’ex coordinatore della Protezione civile, sostiene l’accusa, avrebbe quindi ritoccato gli orari e il numero di mezzi impiegati dalla Tecnospurghi, aumentando di migliaia di euro le spese sostenute dal Comune per questi servizi. E in cambio sarebbero arrivati i regali, le cene offerte, la vacanza all’Elba per il figlio del funzionario comunale. «Il legame tra Stefanini e Fiaschi era nato sul lavoro - spiegano gli inquirenti - si parla di un rapporto consolidato, frutto di un interesse reciproco. L’ex coordinatore della Protezione civile, in base a quanto emerso durante le indagini, è una persona molto legata ai soldi, al profitto. Mazzette? Per il momento non risultano: il sentore c’è stato, tanto che abbiamo fatto tutte le verifiche del caso su pc e smartphone, ma non abbiamo elementi tali per parlare di corruzione».
In mezzo all’inchiesta c’è anche il caso dei sacchi di sale da disgelo venduti dalla Tecnospurghi al Comune: 15 euro più Iva per 20 chili, quando la media – secondo le verifiche della polizia – è di poco più di 3 euro per 25 chili. Prezzi gonfiati pesando ancora una volta sulle tasche dei cittadini, prezzi fissati a vantaggio dell’imprenditore e ai danni dell’ente pubblico. «Il Comune - chiudono dalla questura - ha dato mille euro all’azienda per comprare quattro zaini di rappresentanza, contenenti alcuni accessori e donati alle scuole durante una manifestazione della Protezione civile». Un altro caso tutt’altro che chiaro all’interno di un’inchiesta sconvolgente, a partire da quell’intercettazione sui profitti post-alluvione. —
G.T.
/ A LTRI SERVIZI A PAGINA 11
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