Gioco
Allerta meteo, bando creato per far vincere un’azienda
Scambio di mail tra il funzionario comunale e la rappresentante della ditta per stabilire i criteri necessari ad aggiudicarsi l’appalto
LIVORNO
Nella seconda parte dell’inchiesta che ha investito la Protezione civile del Comune di Livorno, spunta anche il nome di Nicoletta Frugoli, 66 anni. Originaria di Carrara e residente a Viareggio, è la rappresentante commerciale della ComunicaItalia di Roma, società che si occupa della creazione e della gestione di sistemi per la comunicazione. Come l’alert system, servizio utilizzato dall’amministrazione comunale di Livorno per comunicare ai cittadini gli eventuali rischi legati al maltempo.
Frugoli non è tra gli arrestati, ma non potrà dirigere o rappresentare aziende per un anno. «In questo periodo non potrà avere rapporti con la pubblica amministrazione», sottolineano gli inquirenti. Un provvedimento scattato dopo la ricostruzione di alcuni episodi da parte della squadra mobile, sempre sotto il coordinamento della Procura. Frugoli, secondo l’accusa, si sarebbe messa d’accordo con Riccardo Stefanini, l’ex coordinatore della Protezione civile, per avere un bando su misura e permettere alla sua azienda di aggiudicarsi l’appalto: il funzionario comunale, per questo episodio, è accusato di turbativa d’asta. «Tra i due c’è stato uno scambio di mail sui criteri da inserire nel bando, criteri così selettivi che alla fine si è presentata soltanto la ComunicaItalia», spiegano dalla questura.
Il bando di gara sotto accusa, un appalto da 23mila euro, si riferisce a quest’anno, ma la società romana gestiva l’alert system per il Comune di Livorno anche nel 2017, dunque nel periodo della tragica alluvione dello scorso 10 settembre. Ci fu una sorta di accordo anche un anno fa? «Non lo sappiamo - la risposta dalla questura - noi abbiamo ricostruito gli accordi per il bando del 2018, vedremo se ci saranno eventuali sviluppi sui movimenti legati all’appalto dello scorso anno».
L’aggiudicazione dell’appalto e la gestione dell’alert system da parte della società ComunicaItalia, comunque, non farebbero parte della maxi-inchiesta sull’alluvione di quasi un anno fa, nella quale il sindaco Filippo Nogarin è indagato per omicidio colposo plurimo in concorso. Tra l’altro era stato proprio Nogarin, con una segnalazione in questura il giorno prima del nubifragio, a dare il via a questa inchiesta sulla Protezione civile. «Era il 9 settembre del 2017 - spiegarono dalla questura al momento del primo arresto di Stefanini - quando il sindaco si presentò nei nostri uffici perché altri dipendenti comunali, poi sentiti durante le indagini, gli avevano raccontato che c’era qualcosa di anomalo nella Protezione civile». Da quel momento sono partite le intercettazioni, con testimonianze chiave ai fini degli arresti. E in mezzo sono finite anche le presunte irregolarità sul bando dell’alert system. —
G.T.
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