Gioco
È morto Kyra, il cane amico dei bambini che faceva il volontario nelle case di riposo
Livorno, un simbolo d’amore che ha portato conforto a tante persone in cerca di affetto: il suo profilo Facebook ha più di un migliaio di fan
LIVORNO. Kyra è in cielo, ha raggiunto Christian. Kyra, la canina che per 11 anni ha portato conforto a bambini e anziani, malati e disabili ci ha lasciato; un ultimo sguardo a Mario ed è volata via.
Nelle parole di Sandro Lulli è condensata una storia speciale, la storia di un padre, Mario, distrutto dal dolore per la scomparsa prematura, improvvisa, ingiusta dell’amato figlio Christian, la storia di una vita che ricomincia da un cane lupo e diventa una vita per gli altri, al servizio di chi ha bisogno, dentro gli asili e nelle case di riposo, la storia di una simbiosi tra un uomo e un animale che vivono 11 anni insieme e restano abbracciati fino all’ultimo respiro, la storia di un meticcio che diventa il cane di tutti e il cane dei sogni, quello che fa i giochi di prestigio davanti ai bambini delle scuole materne e quello che si veste da babbo Natale regalando sorrisi negli ospizi, quello che ha un profilo Facebook con oltre mille amici e che il giorno della sua morte riceve centinaia di messaggi commossi, di dolore, come se fosse umano.
Oggi quei messaggi, quegli abbracci, quegli attestati di affetto sono l’unica consolazione di Mario Bartoli. Nel suo libro, che ha reso nota la storia di Christian e di Kyra in tutta Italia, intitolato “Dopo di te, lei”, Bartoli aveva scelto un sottotilo significativo: “Christian e Kyra, una buona ragione per vivere”.
Dietro alla storia di Kyra c’era quella di Christian. Ora Mario è solo. Ma la sua storia è diventata una fiaba. E uno come lui, che ha saputo dare tanto a tutti, troverà un altro ponte per continuare a vivere per gli altri: «Mi emoziona che mi abbiano scritto e telefonato da tutta Italia: Kyra era davvero la canina di tutti. Nel mondo di oggi, così cinico e cattivo, ci si dovrebbe chiedere perché tanto affetto per un cane...».
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Davanti alla tomba di Christian, al cimitero dei Lupi, Mario Bartoli ha la voce rotta dall’emozione. «Kyra arrivò il 14 luglio 2007 - ricorda -. Me la regalò mio figlio Jacopo. Aveva due mesi. Da quel giorno non ci siamo mai separati, 24 ore su 24 insieme, per 11 anni. È morta tra le mie braccia, in clinica, mentre la tenevo in collo e il veterinario cercava la vena per farle un prelievo».
Erano le undici e mezzo di sabato notte. «Faticava a respirare, l’ho portata di corsa in clinica, ma non ce l’ha fatta: un’emorragia interna».
Mario Bartoli sapeva che questo momento sarebbe arrivato prima o poi: «Quando prendi un cane non puoi non essere consapevole... E poi io sapevo che cosa voleva dire, per me Kyra era come un figlio: sapevo che avrei dovuto affrontare quello che sto affrontando ora, perché l’avevo già affrontato con Christian».
Christian Bartoli aveva appena 17 anni quando il 19 gennaio del 1998 morì per un’emorragia cerebrale. Nove anni dopo nella vita di Mario arrivò Kyra, una luce in un tunnel che sembrava senza uscita. Quella cucciola trasformò una forza negativa e tragica in un'energia positiva, tirando fuori dal cuore di Mario la sua capacità di amare. Bartoli attraverso la sua cagnolona cominciò a proiettarsi verso gli altri, decise di mettersi a disposizione di chi soffriva proprio con Kyra, attraverso Kyra, in nome di Christian. Kyra prese 5 brevetti, diventò cane soccorritore e partecipò ad una serie di operazioni di protezione civile, e poi fu protagonista di decine, centinaia di iniziative di solidarietà, all’asilo D’Azeglio tre volte a settimane per due anni ha giocato con i bambini, e i piccoli le volevano talmente bene da dedicarle decine di disegni. Tutti i sabati si coccolava gli anziani della casa di riposo di via Passaponti, faceva volontariato a villa Serena e al Pascoli, girava l’Italia per beneficenza, passava ore con i ragazzi autistici e regalava sorrisi ai bimbi malati, andava pure allo stadio, in curva Nord, e scese addirittura in campo: l’ultima partita tre mesi fa con gli “Amici di Christian”, un bambino di Pontedera bisognoso di cure, omonimo, guarda il destino, del suo Christian.
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