Il Tirreno

Livorno

Ci ha insegnato l’arte come solo un innamorato sa fare

LIVORNOPALOSCIA. Alberto Paloscia, direttore artistico della stagione lirica del Goldoni, ricorda questo «cittadino del mondo ma ormai radicato da circa un decennio nella città di Livorno». Il malore...

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LIVORNO

PALOSCIA. Alberto Paloscia, direttore artistico della stagione lirica del Goldoni, ricorda questo «cittadino del mondo ma ormai radicato da circa un decennio nella città di Livorno». Il malore – aggiunge – che l'ha colpito qualche ora prima che si spegnesse nella sua abitazione labronica è stato «di poco successivo ad un laboratorio di danza che l'infaticabile Lindsay aveva tenuto nel pomeriggio in una scuola di danza». Disegnandolo come «forse il più grande artista “totale” della sua generazione», ne ripercorrendo la carrellata di spettacoli al Goldoni fino al “Flauto magico”: nella preparazione di quello spettacolo «ritrovammo il Kemp degli anni migliori, tutto freschezza, vivacità intellettuale e ironia».

BARNI. «Un'artista globale, che dagli anni Sessanta fino ai nostri giorni ha attraversato tutti i generi dello spettacolo, influenzando e ispirando generazioni di artisti, perseverando nelle sue scelte coraggiose e innovatrici. Della sua arte ricorderemo per sempre la favola, la leggerezza e lo stile». Così Monica Barni, assessore alla cultura della Regione, ricorda Lindsay Kemp, che dopo aver calcato i più grandi palcoscenici del mondo aveva scelto di vivere «a Livorno, città della quale s’era innamorato».

BELAIS. «Il maestro Kemp se ne è andato come ha vissuto, in modo teatrale», parola dell’assessore alla cultura Francesco Belais: «Mi piace pensare che tutto questo faccia parte di una sua messa in scena: in realtà Lindsay è ancora qui con noi e ci sta sorridendo da dietro le quinte del firmamento. In fondo, questa è la magia del teatro. Un modo per rendere più dolce una realtà che altrimenti sarebbe insopportabile. Quella di Kemp è stata una grande prova d’amore. Ha insegnato ai livornesi ad amare la danza, la pittura e il teatro come solo una persona innamorata sa fare. Amore per l’arte, certo, ma anche amore per la sua città».

M5S. Nel ricordo che arriva dai Cinque Stelle si legge che «sembrava, nel suo lento camminare, sempre proiettato in una dimensione superiore. E silenziosa». Aggiungendo poi: «Questa notte è stato avvicinato da un piccolo Pierrot sorridente che lo ha invitato ad accompagnarlo ad uno spettacolo meraviglioso. Lindsay ha spalancato la bocca, fatto un occhiolino ed è partito con lui avendo ben cura di lasciarci la sua valigia di sogni. Grazie. Per sempre».

GAZZETTI. Francesco Gazzetti, consigliere regionale Pd, chiede al Goldoni di intitolare a Kemp uno dei propri spazi e dice che «scompare uno dei grandi artisti del '900» che ha «voluto davvero bene a Livorno». Ricorda le letture di Kemp delle opere di Mascagni quali Iris («della quale nel 1998 firmò l'edizione del centenario») e le Maschere. «Tutto questo avvenne grazie al Cel-Teatro di Livorno presieduto da Marco Bertini con la direzione artistica di Alberto Paloscia. E poi più recentemente una nuova regia del Flauto Magico che a Livorno aveva già firmato, mi pare, nel 1999». —



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