Gioco
Piazza XX, statua da restaurare Il Soroptimist: ci pensiamo noi
Bando del Comune per capire se anche altri soggetti vogliono intervenire Braccia spezzate appena collocato: il monumento ha sempre avuto vita difficile
LIVORNO
La città torna a fissare lo sguardo sulla statua granducale che campeggia in piazza Venti Settembre: lo fa grazie al meritorio intervento del Soroptimist livornese che ha presentato al Comune di Livorno la proposta di restaurarla a proprie spese.
Mai stata semplice la vita di questo monumento marmoreo (che raffigura Leopoldo II e non Ferdinando II, come annunciato da Palazzo Civico con una svista): basti pensare che fino a quasi dieci anni fa è stata nascosta dalle coperture dei box del mercatino americano e da allora invece è diventata il bersaglio delle scritte spray. È un capitolo in più del degrado che rischia di far prigioniera la piazza ma anche l’esempio di una nuova modalità per aprire una stagione di collaborazione con i privati da parte della pubblica amministrazione.
Il Comune ha messo nero su bianco sul proprio sito web un avviso di manifestazione di interesse al fine di consentire anche ad altri soggetti interessati di presentare proposte analoghe. Chi vuol farsi avanti deve farlo entro entro fine mese, a quel punto il Comune deciderà come comportarsi per realizzare l'intervento, «sempre nel rispetto dei principi di imparzialità e di parità di trattamento fra gli operatori che abbiano eventualmente manifestato interesse». Il bando ha l’obiettivo – viene spiegato – di «garantire piena trasparenza», casomai altri soggetti possa farsi avanti qualora interessati a realizzare qualcosa del genere».
L’assessore alla cultura Francesco Belais coglie la palla al balzo per ringraziare il Soroptimist: «È un format che auspichiamo di replicare anche per altri beni artistici e culturali della città di Livorno da restituire al giusto splendore».
A dire il vero, la sfortuna di questo monumento risale a anni ben più lontani. Basti dire che lo scultore Paolo Emilio Demi la realizza appena prima che la rivolta popolare metta nel mirino il granduca asburgico e, pochi giorni prima dell’eroica difesa contro le truppe austriache a Porta San Marco, la rabbia degli insorti spezzi naso e mani alla statua collocata sul Voltone. Per più di un secolo resterà nascosta all’interno del porto finché alla fine degli anni Cinquanta è stata portata in piazza Venti Settembre (nel frattempo in piazza della Repubblica era già stata da tempo collocata un’altra statua di Leopoldo II, detto “Canapone”, realizzata da Emilio Santarelli).
In realtà, i guai cominciarono ancora prima che Demi iniziasse a scolpire il marmo: lui avrebbe voluto il granduca in posa seduta, progetto bocciato dalla committenza che invece con le buone o con le cattive convince lo scultore livornese a immaginare una figura in posizione eretta con lo scettro in mano e una posa ben più solenne con tanto di corona di gloria.
M.Z
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