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Addio Corsi fondò l’Università della terza età
LivornoAddio all’ex partigiano Enrico Corsi. Era nato a Livorno il 21 giugno 1922. Con lui se va uno degli uomini simbolo della nostra città, del periodo post-bellico e del boom economico. Aveva...
Livorno
Addio all’ex partigiano Enrico Corsi. Era nato a Livorno il 21 giugno 1922. Con lui se va uno degli uomini simbolo della nostra città, del periodo post-bellico e del boom economico. Aveva combattuto nella brigata Giustizia e Libertà che operava sotto comando di Piero Calamandrei nell’area compresa tra Livorno e Quercianella. Al professor Calamandrei, Enrico Corsi era particolarmente legato perché era stato suo insegnante quando, terminato il Nautico, aveva iniziato a frequentare la facoltà di Economia e Commercio all’Università di Firenze. Tra i primi incarichi di Corsi, a guerra finita, quello di funzionario presso la Prefettura di Livorno, con particolare riferimento alla revisione al bilancio dei conti della Provincia. Una mansione che ricoprì per 17 anni. Nel 1962 l’esordio nel settore privato come dirigente in una piccola azienda di medicinali di Milano (La Proter) che in pochi anni, anche per il suo fattivo contributo, si trasformò in una grande industria a valenza nazionale. Andato in pensione, nel 1980, insieme alla moglie Floriana Bini, scomparsa nel 2010, fu tra i fondatori dell’Università della “Terza Età”. Fu anche scrittore: tra i libri mandati alle stampe “Muffe della Memoria”, “Resoconti di Viaggi”. Proprio i viaggi erano una delle sue grandi passioni: per questo, in seno all’Unitre, era stato, per tanto tempo, il motore della macchina organizzativa delle gite.
Oggi alle ore 10.30 i funerali presso la chiesa S. Caterina (piazza Domenicani). Poi il trasporto al cimitero dei Lupi, dove le spoglie di Enrico Corsi verranno cremate. Le ceneri, per sua volontà saranno disperse nel mare che tanto amava.
Lascia il figlio Daniele, chirurgo-pediatra all’ospedale di Livorno, la nuora Paola Pescetti, insegnante di Matematica al Liceo Cecioni, le nipoti Martina, medico psichiatra, e Alice, ingegnere gestionale all’Asl Firenze, e le amatissime pronipoti Sofia e Caterina. Alla famiglia le condoglianze del Tirreno. —
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