Gioco
Barbara Pepe, l'artigiana orafa che fa parlare i pesci
Livorno, la giovane livornese crea prezzi unici ispirandosi alla natura «Faccio tutto a mano: la passione che avevo da bambina è diventata un lavoro»
LIVORNO. Ciondoli che prendono la forma di simpatici pesciolini. Un po’ a fumetti. Orecchini che suggellano l'amore tra due romantici uccellini. Pietre che impreziosiscono braccialetti, restituendone colore. E ancora: collane che seguono geometrie disparate. Il mare e i suoi abitanti è una fonte di ispirazione. I gioielli di Barbara Pepe, artigiana orafa livornese, sono creazioni artigianali, belle da guardare, e simpatiche da indossare.
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«Sono artigiana orafa – spiega Barbara, 41 anni, classe 1977 – e realizzo gioielli in oro e argento e fusioni in bronzo. Realizzo orecchini, braccialetti, collane: si tratta di pezzi unici, qualche volta realizzo in serie, ovvero gioielli riproducibili in quantità maggiori. Creo a mano: i miei prodotti sono al 100 per cento handmade».
Le creazioni artigianali di Barbara si trovano nel suo negozio, Pepe Factory, che è collocato poco distante dal porto, sugli scali Adriano Novi Lena, al civico 7. Il negozio ospita, proprio al suo interno, il laboratorio nel quale Barbara plasma i gioielli.
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«Acquisto oro e argento puro – aggiunge Barbara, parlando del mondo in cui lavora – che, successivamente, fondo, ottenendo la lega. Lavoro manualmente, aiutandomi con delle pinze, i fili e le lastre che ottengo dalla fusione. Spesso utilizzo delle pietre preziose o semi preziose che danno colore all'oggetto finito».
E ancora: «Le mie creazioni – continua la 41enne – seguono due linee: una più naif, quella degli animaletti, dei pesciolini buffi, e una linea più geometrica, più primitiva, che guarda alla gioielleria contemporanea. Oggetti astratti che si legano a oggetti più figurativi: un pesce, ad esempio, non è la riproduzione fedele di un pesce. Mi piace giocare molto sull'autoironia, le mie sono forme leggermente “fumettose”: le cose troppo serie non mi piacciono. Non c'è qualcosa a cui mi ispiro, l'ispirazione è un gioco mentale, che è difficile da acchiappare. Il pesce, ad esempio, è un animale che si presta tanto a essere disegnato e lavorato, che può assumere vari aspetti: i pesci possono sembrare sgombri, sardine, e poi ci sono pesci con un occhio più grande e uno più piccolo».
Oggetti unici. «Chi viene da me – continua Barbara – cerca qualcosa di artigianale, ma anche di personalizzato: oltre a creare gioielli miei, lavoro tanto anche sulla base di ciò che mi viene richiesto».
La predisposizione verso l'arte per Barbara ha origini in famiglia, dal babbo che, come dice la ragazza, ha sempre avuto una particolare sensibilità artistica. Dopo il diploma al Cecioni, liceo artistico, e dopo aver fatto alcune esperienze in laboratorio, Barbara frequenta corsi a Firenze e Siena dove si specializza nel campo dell'oreficeria. L'oreficeria – spiega l'artigiana – è stato un approdo finale. Barbara ha partecipato all'ultima edizione di Effetto Venezia con la mostra Pesci e Tulipani, allestita insieme all'artigiano Alessandro di Costanzo (BeCoot), all'interno della mostra mercato Artigianato a Effetto (curata dalla Fondazione Livorno con l’Osservatorio Mestieri d’Arte) sugli scali Finocchietti. «Per Effetto Venezia – conclude Barbara – ho realizzato pesci pendenti che richiamavano proprio il titolo della mostra Pesci e Tulipani». —
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