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Investito sulle strisce da un’auto pirata 77enne all’ospedale: «Io vivo per miracolo»
Livorno, l’uomo è stato travolto all’altezza di piazza dei Mille: lesione al ginocchio e due costole fratturate. «La fuga? Una vergogna»
LIVORNO. Quell’auto l’ha urtato, mentre stava attraversando le strisce pedonali in via de Larderel. E quell’auto non si è fermata, lasciando un uomo disteso a terra, sull’asfalto, volato a 3-4 metri di distanza. «È un miracolo che mio padre sia ancora vivo», ripete Ilmi Lika, 34 anni, albanese, volontario della Croce rossa italiana e figlio di Osman, il 77enne investito da un’auto pirata all’altezza dell’incrocio con piazza dei Mille. Ilmi racconta tutto dal pronto soccorso, mentre suo padre sta facendo gli ultimi controlli e le ultime visite dopo l’incidente di ieri mattina. La diagnosi? «Una lesione al ginocchio destro, due costole fratturate, contusioni ed escoriazioni su tutto il corpo», spiega il 34enne, «ma sicuramente - aggiunge dopo qualche ora di preoccupazione - poteva andar peggio». D’altronde suo padre è caduto violentemente sull’asfalto, finendo accanto al marciapiede e rischiando anche di battere la testa per terra.
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Il 77enne, intorno alle 10,45 di ieri, stava rientrando a casa dopo aver fatto la spesa in centro: il panificio di fiducia in zona Garibaldi, un salto al Mercato centrale e così via, «come fa quasi tutti i giorni», sottolinea il figlio. Ma sulle strisce pedonali di via de Larderel, dalla parte di piazza della Repubblica, è stato travolto da un’auto, con il conducente che non si è fermato per i soccorsi. «Una vergogna», dice Ilmi Lika, nato in Albania e da vent’anni in Italia. Il 77enne è stato aiutato a rialzarsi da alcuni testimoni dell’incidente, ma nonostante il dolore ha chiesto di non chiamare le ambulanze, provando così ad andare a casa da solo. «Poi mi ha telefonato, mi ha raccontato dell’incidente e l’ho raggiunto - spiega il figlio - io sono un volontario della Croce rossa, un autista delle ambulanze, e purtroppo mi ritrovo spesso in situazione del genere. Ho visto che aveva contusioni ed escoriazioni ovunque, ma mi sono preoccupato soprattutto per il dolore al petto». E così sono andati all’ospedale, dove gli esami hanno riscontrato la lesione al ginocchio destro e la frattura di due costole.
Osman Lika - in Italia dal 2006, otto anni dopo il figlio - è tornato a casa nel tardo pomeriggio di ieri, dopo tutti i controlli al pronto soccorso e dopo aver presentato denuncia ai carabinieri. «Io spero che qualche testimone abbia preso il numero di targa di quell’auto - chiude Ilmi - e per questo faccio un appello a tutta la città: aiutateci, non è accettabile scappare dopo aver investito un uomo, non è accettabile non fermarsi per i soccorsi. Mio padre era sotto choc, non si ricorda tutto dell’incidente. Ecco perché chiediamo aiuto ai livornesi per rintracciare quell’auto ». Per rintracciare l’ennesimo pirata della strada, con conseguenze che potevano essere anche più gravi. —
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