Il Tirreno

Livorno

Giannone (Coni) mette l’accento sul cattivo stato di vari impianti: qui uno fra i palasport più belli ma è usato soprattutto per gli spettacoli 

«Se il Comune programma bene le federazioni possono investire»

A.M.

L’ANALISIGianni Giannone, numero uno del Coni provinciale, è orgoglioso, ma al tempo stesso non può far a meno di evidenziare alcune preoccupazioni riguardanti lo sport labronico: «Confermarsi non è...

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L’ANALISI

Gianni Giannone, numero uno del Coni provinciale, è orgoglioso, ma al tempo stesso non può far a meno di evidenziare alcune preoccupazioni riguardanti lo sport labronico: «Confermarsi non è mai semplice ma già il fatto di reggersi sempre nelle prime 5/6 posizioni è sintomo di eccellenza e continuità. Naturalmente ci è mancato il punteggio relativo alle Olimpiadi invernali, ma il blitz nel nuoto e negli sport individuali indoor vale tantissimo. Al contrario, fanno riflettere il 105° posto del calcio dilettantistico e l’83° nel volley, la mancanza di una squadra di vertice nel basket (che penalizza l’ottimo movimento giovanile, ndr) e la quasi totale rinuncia all’organizzazione di eventi. Vantiamo uno fra i migliori 4/5 palasport più belli d’Italia, fra le altre cose costruito per la pallacanestro, ma la precedenza viene data a concerti e spettacoli. Per fortuna nei prossimi mesi apriremo il Modigliani Forum ai Mondiali di scherma Master (ottobre) e alla nazionale di basket (febbraio), nella speranza che tali manifestazioni rappresentino un punto di partenza. Così come bisognerebbe pensare seriamente a ricandidarci per i campionati italiani assoluti di nuoto, collaborando con i gestori delle piscine».

Altra questione da non sottovalutare: le precarie condizioni di salute di vari impianti: «Una chiave, attraverso la cooperazione col Comune, potrebbe essere quella di individuare aree e appezzamenti da destinare a progetti sportivi concreti, eventualmente sposando le idee di privati. Ma occorre una programmazione ben precisa: alcune federazioni sarebbero anche disposte ad investire a patto che le carte includano una foresteria o attività commerciali da sviluppare in parallelo alla pratica sportiva».

Quanto allo stadio, vale «lo stesso principio», anche se poi l’Armando Picchi è «una faccenda a parte». Poi rincara: «Sicuramente sarà portata a termine la manutenzione obbligatoria per disputare il campionato di B, ma servirebbe un restyling ben più ampio. Spesa che non possono coprire interamente l’amministrazione comunale e il Livorno Calcio, ma come ho già sottolineato in precedenza per attirare i privati bisogna tirare in ballo anche l’area dell’ippodromo e dedicarla ad attività (commerciali) collaterali allo sport». —

A.M.

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