Gioco
Campioni di sport ora un po’ meno Livorno è scivolata giù dal podio
Indagine del “Sole 24 Ore”: al 4° posto ma eravamo terzi Ci tengono comunque in alto i trionfi nel nuoto e scherma
LIVORNO
Scendiamo dal podio, ma nello sport l’eccellenza rimane comunque cosa nostra. A certificarlo è la tradizionale indagine (giunta al 12° anno) pubblicata dal “Sole 24 Ore” relativa all’indice di sportività: la provincia di Livorno è passata dal terzo del 2017 al quarto posto di quest’anno. Superata da Cagliari che sul tavolo ha piazzato il progetto (e l’inizio dei lavori) della nuovissima Cagliari Arena.
Un risultato frutto di 100 parametri esaminati dai ricercatori di Clas Pts Group per determinare le classifiche inerenti a 50 discipline sportive e su altrettanti aspetti della realtà sociale ed economica legati al mondo dello sport: atleti e tecnici tesserati Coni, partecipazioni ai vari campionati, traguardi e medaglie di sport individuali e di squadra e lo sport in relazione al sociale, con uno sguardo alla formazione e all’informazione.
Dati e cifre premiano Livorno nella graduatoria degli “sport individuali” (primo posto assoluto in Italia, seconda Trento e terza Trieste), mentre facciamo una fatica tremenda ad imporci negli “sport di squadra” con un magro 37° posto generale (pallavolo all’83° e calcio dilettantistico addirittura all’105° su un totale di 107 province).
Tra le singole discipline spicca il nuoto: la classifica del “Sole” pone Livorno davanti a tutti gli altri capoluoghi di provincia. Ma il boom della piscina non è certo una novità perché da 5 anni a questa parte, dagli Europei di Berlino 2014 ad oggi, il movimento labronico, trascinato da Gabriele Detti e dalla società Nuoto Livorno, ha prodotto medaglie europee, mondiali e olimpiche aumentando di fatto anche il numero dei tesserati e l’interesse intorno ad una disciplina che produce ciclicamente atleti e allenatori per la nazionale. E poi lode (pari al secondo posto nazionale) al regno nella categoria “altri sport indoor” che comprende scherma, ginnastica, judo, tennis tavolo, lotta, pugilato, pesi, badminton e tiro a segno. Molto bene l’atletica leggera, con Livorno che si piazza al 4° posto in Italia e ancora il ciclismo (7°), il basket (22°), il rugby (12°), il calcio professionistico (20°), lo sport e natura (8°) e lo sport e bambini (10°).
In cima alla lista, per il secondo anno consecutivo, godono Trieste e Trento, seguite appunto da Cagliari. Il capoluogo sardo non solo ha scippato del terzo gradino del podio Livorno, ma probabilmente le ha fornito un insegnamento bello e buono: la costruzione del nuovo stadio, un po’ di coraggio, celerità nella soluzione di alcune faccende burocratiche e l’investimento nelle strutture sportive.
Perché si fa presto a dire siamo belli, siamo bravi, siamo ganzi. Ma poi, facendo un semplice tour dell’area sportiva che tocca via dei Pensieri e via Allende, basta poco per capire che non è oro tutto ciò che luccica e che non basterebbe un taccuino di mille pagine per elencare tutte le criticità di cui soffrono gli impianti. Ci sono tantissime criticità, sotto gli occhi di tutti. All’esterno dell’Armando Picchi, lato curva Sud, spuntano i tondini di ferro arrugginito e calcinacci. Segni di vecchiaia e usura che suggeriscono interventi immediati e pochi discorsi. Per non parlare dell’ippodromo, abbandonato a se stesso. E la pista di atletica del Campo scuola che, senza la tribuna coperta, non può ospitare gare di livello nazionale. E così tante altre strutture sparse in città, costole necessarie per continuare a fare sport al fine di produrre campioni e risultati anche in futuro. Non c’è tempo da perdere. —
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