Il dolore
La maxi-voragine è ancora lì ma l’impasse finalmente si sblocca
Sos per i vecchi viadotti, eppure a Livorno è ko da 10 anni la superstrada schiantata poco dopo l’inaugurazione
LIVORNO
L’apocalisse di Genova ha fatto precipitare giù fra le case di via Fillak e il greto del Polcevera non solo le migliaia di tonnellate di cemento armato precompresso del viadotto Morandi: è crollata anche la fiducia in qualunque ponte appaia vecchiotto e sbrindellato. Eppure noi livornesi ne avevamo visto cedere di schianto uno che non era né datato né malconcio. Anzi, nuovissimo: la maxi-voragine sulla Fi-Pi-Li davanti alla Toscopetrol.
A un passo dall’ingresso in Darsena Toscana, ha squarciato l’asfalto appena cinque anni dopo l’inaugurazione: un record. E non una bensì due volte in rapida successione. Non è tutto: mica stiamo parlando di un viadotto che vola altissimo su una gola appenninica, in quel punto – all’inizio della sopraelevata che s’infila in porto – aveva solo da scavalcare l’Antifosso delle Acque Chiare, un canaletto di nessunissima importanza.
Fatto sta che da allora la maxi-buca è lì: all’inizio della primavera scorsa Il Tirreno ne ha provocatoriamente festeggiato il decimo “compleanno” per dare uno scossone, visto che sembrava non si fosse mosso nulla neanche dopo che, alla fine di un estenuante balletto di competenze, era stata la Regione ad avocare tutto a sé per iniziativa dell’assessore Vincenzo Ceccarelli.
Per l’ennesimo paradosso di questa telenovela infinita, adesso – nel bel mezzo del ferragosto e proprio a ridosso del disastro genovese – salta fuori la notizia (positiva) che l’impasse potrebbe essersi sbloccato. Arriva da Firenze la conferma che ha perso il ricorso il pool di imprese che avevano impugnato l’aggiudicazione dell’appalto fatta in via provvisoria a febbraio. Tradotto: entro fine mese la cordata aggiudicataria dovrà presentare la documentazione richiesta per poter avere il via libera per l’aggiudicazione definitiva e far decollare (finalmente) i lavori. I tempi? Nessuno si sbilancia più, ovviamente: ma se l’aggiudicatario presenta tutto da qui a fine agosto...
Tutto questo potrebbe dribblare in certo qual modo i temuti contraccolpi alla viabilità estiva messa sotto stress dall’andirivieni di bagnanti livornesi da e per Tirrenia. A meno di cambiamenti in extremis, sia gli elaborati presentati in passato che gli annunci della Regione segnalavano la chiusura dello svincolo fra via Quaglierini e la provinciale litoranea.
Nel frattempo, all’indomani del crollo di Genova la Città metropolitana fiorentina – titolare della responsabilità delle manutenzioni sulla superstrada fino a Livorno – ha annunciato il varo di una task force di controlli: oltre a singoli casi specifici nella zona di Empoli (ad esempio, ilponte di Granaiolo), secondo quanto viene reso noto, gli occhi dell’équipe di tecnici e ingegneri verranno puntati sui viadotti della Fi-Pi-Li. In ballo un piano di manutenzione delle infrastrutture da poco meno di trenta milioni di euro nell’arco dei prossimi 5 anni.
Le verifiche diagnostiche sullo stato di salute delle infrastrutture si estenderanno lungo tutto l’asse viario, ma è chiaro che l’attenzione riguarderà soprattutto il tratto più vicino a Firenze, quello aperto all’inizio degli anni ’70. Il tratto livornese della superstrada è stato inaugurato nel 2003, ma è vero che la fragilità geologica della piana di Guasticce ha costretto i costruttori sia dell’autostrada che della superstrada a realizzare enormi viadotti che s’infilano nel sottosuolo anche per più di 40 metri. —
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