Gioco
Addio Rossano Lotti: con le società di atletica portò Livorno al top
Livorno, prima mezzofondista e poi manager: aveva 44 anni. Ex titolare di due locali in Venezia, lascia moglie e figlio
LIVORNO. Da giovane era stato un atleta di spessore, uno specialista del mezzofondo, ma tutti lo ricordano soprattutto come un allenatore e un dirigente straordinario, con qualità eccezionali e capace di portare le sue società al top in Italia. «Un manager innovativo», scrive la Fidal Toscana, il comitato regionale della Federazione italiana di atletica leggera. Sì, perché Rossano Lotti era un vero e proprio punto di riferimento del settore: se n’è andato venerdì pomeriggio, dopo aver lottato per una decina di anni contro una tremenda malattia, tra interventi chirurgici e speranze che - purtroppo - si sono spente negli ultimi giorni. Aveva appena compiuto 44 anni, Lotti, e la sua scomparsa tocca tutto il mondo dell’atletica, dalla Libertas Runners (società livornese in cui era cresciuto) ai vertici regionali della Federazione. D’altronde la sua era una famiglia di podisti, a partire dal padre Valerio e dagli zii Egisto e Massimo, senza dimenticare la moglie Vincenza Curri, ottocentista di livello nazionale.
Dopo i successi in tutta la Toscana come mezzofondista, Lotti - nei primi anni 2000 - decise di costituire un’importante realtà femminile: base a Livorno, atlete di livello nazionale e obiettivi prestigiosi. Così, con il suo Team Sahara Lotti, nel 2003 conquistò il titolo italiano femminile di corsa campestre, vinto a Modena tra gli Assoluti: grazie a questo trionfo, la società ottenne anche il pass per la Coppa dei campioni di cross. Nel 2006 fondò invece ilJaky Tech Team, altra società capace di raccogliere medaglie ovunque, anche con gli Juniores e gli Under 23.
Lotti era conosciuto anche nel settore imprenditoriale: sempre all’inizio degli anni 2000, mentre la sua società conquistava medaglie su medaglie, aprì due locali nel quartiere della Venezia, prima il Sahara Club (nome ripreso dal team di atletica) e poi il ristorante Al quadrato sugli scali Del Pesce. Rossano lascia anche un figlio di 15 anni, Valerio, e un vuoto infinito nel mondo dello sport livornese. Tanti, tantissimi amici e figure di riferimento dell’atletica leggera, nel pomeriggio di sabato 18 agosto, si sono ritrovati alla camera mortuaria per l’ultimo saluto al 44enne, «un guerriero nella vita - ricordano tutti - e nella battaglia contro questa malattia».
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