Gioco
Un anno fa moriva il magistrato Giaconi
LIVORNOUn anno senza Antonio Giaconi. Era la sera del giorno di Ferragosto del 2017 quando il magistrato - aveva appena compiuto 61 anni - nella sua abitazione di Porta a Lucca a Pisa dovette...
LIVORNO
Un anno senza Antonio Giaconi. Era la sera del giorno di Ferragosto del 2017 quando il magistrato - aveva appena compiuto 61 anni - nella sua abitazione di Porta a Lucca a Pisa dovette arrendersi a una malattia diventata da tempo un “ospite” dannoso che la medicina non era riuscita a cacciare da un corpo che già aveva sopportato un intervento chirurgico pesante ( per 19 anni e 4 mesi è stato a Livorno: una stagione lunghissima da pm). È il primo anniversario di una scomparsa che ha il sapore dell’assenza. È il vuoto della persona e dell’uomo di legge. “Avevi quel sorriso alla Falcone”, come ebbe a dire nel suo ricordo al funerale il procuratore capo Alessandro Crini.
Ecco, è passato un anno e a mancare è anche quel sorriso. La montagna e la moto erano le sue grandi passione. Nei giorni scorsi il cognato, a cui il dottore era molto legato, è andato da solo sulla vetta del Gran Paradiso a piantare la piccozza usata da Giaconi per le sue scarpinate in alta quota. Solitudine e libertà.
Giaconi a Livorno è stato 19 anni e 4 mesi. Una stagione lunghissima da pm che ha portato avanti con coraggio e determinazione. Negli ultimi mesi della sua permanenza a Livorno si è occupato dell’inchiesta sulle spese pazze alla Porto di Livorno 2000 che ha messo a rumore la nomenklatura portuale. All’opposto, Giaconi era appena arrivato nel suo ufficio quando Livorno ha conosciuto l’apocalisse del Moby Prince con 140 morti: all’inizio non sarà lui ad occuparsene come pm ma questo impegno gli toccherà anni più tardi in quella che è stata conosciuta come l’inchiesta bis sul mistero del traghetto Livorno-Olbia finito contro la petroliera Agip Abruzzo. L’ha fatto da procuratore della Repubblica reggente. E ancora a Livorno si era occupato del rogo in cui a Pian di Rota morirono 4 bimbi rom e l’indagine su Elbopoli che arrivò a toccare non solo l’allora ministro Altero Matteoli ma anche settori della giustizia livornese così come anni prima era finito nei guai il capo della Procura per aste truccate. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
