Gioco
Sotto il sole dei Nettuno la grande famiglia festeggia i suoi 70 anni
Tre generazioni alla guida del bagno: è la seconda casa estiva per oltre 1300 persone «Siamo lo stabilimento delle tradizioni e dei primati». Stasera l’evento-amarcord
LIVORNO
Settant’anni e sentirli, solo, nelle emozioni e nei ricordi. In quell’entusiasmo che si prova a rammentare come era quel mondo dedicato al dio del mare. E come è adesso. Qui bagni Nettuno: oggi è un compleanno speciale. La grande famiglia di quei bagni nati là dove un tempo erano i bagni Spadoni soffierà su una torta maxi. Fatta di 70 candeline, tanto amarcord e musica anni Settanta-Ottanta con lo spettacolo del “Signore degli anelli”, al secolo Vittorio Valvo, classe 1939. La festa comincia intorno alle 21. «Avevo 8 anni quando mio padre e gli altri fondatori del bagno decisero di buttarsi in questa avventura: dopo i 14 anni studiavo e poi d’estate andavo ad aiutare al bagno mio padre Vittoriano. All’inizio mi ricordo di macerie, erba alta. Era il ’48». Srotola il suo tappeto di ricordi Umberto Simi. Lui, insieme al figlio Marco e tutta la grande famiglia oggi manda avanti lo stabilimento balneare a due passi dal moletto Nazario Sauro. Siamo alla terza generazione. L’avventura al salmastro di 70 anni fa porta i nomi di Vittoriano Simi, Giovanni Tei, Adelindo Signorini e Alfonso Malacarne.
«La nostra forza è il nostro spirito ultrafamiliare: oggi abbiamo 1350 clienti e 200 cabine». Dalla mattina alla sera. Da pranzo a cena: la vita ai bagni Nettuno si sviluppa intorno alla spiaggia di sabbia che caratterizza la struttura. Tanti gli ombrelloni piazzati sull’arenile, così come sul cemento. E tantissimi i bambini che giocano tranquilli sulla spiaggia.
«Si tratta di una delle spiagge sabbiose più grandi della città», dice con orgoglio Marco Simi. Il suo orgoglio si rafforza quando si guarda indietro. A tutti i primati conquistati negli anni dal “suo” bagno.
Lo stabilimento nato sulle macerie di quelle che a inizio Novecento erano palafitte è stato il primo e l’unico a Livorno ad avere le così dette cabine elioterapiche. Erano a due piani e sono state tolte una ventina di anni fa.
«In queste cabine le donne potevano prendere il sole integrale in tutta libertà, senza essere viste: erano a due piani, sotto lo spogliatoio e sopra lo spazio dove sdraiarsi al sole. Erano idee moderne per i tempi che erano», spiega Marco Simi. E ancora i bagni Nettuno sono stati i primi ad avere un trampolino in mezzo al mare. Corrono i ricordi e sgorgano aneddoti. Patron Umberto pensa a Gino Lena, maestro di sonetti in vernacolo, che era un affezionato dello stabilimento. Così tante vecchie glorie del calcio come Luciano Bruni ex centrocampista, campione d’Italia con il Verona nel 1985.
«Negli anni ’50 esistevano le coppe interbagni e noi le vincevamo sempre, in tutti gli sport: ne andiamo orgogliosi», aggiunge Umberto Simi.
Guarda alla sua bella gioventù Umberto, oggi 78enne. Quella di ieri e quella di oggi. Sì, perché allo stabilimento balneare l’attenzione ai più piccoli è massima. Davanti alla spiaggia spicca una piattaforma gialla con uno scivolo. Poi ci sono canoe e sup da noleggiare. E c’è il nuovo parco giochi. Per sottolineare la dimensione «ultrafamiliare», della struttura come sottolinea Umberto Simi, salta fuori che bar e ristorante sono gestiti da storici clienti del bagno, la famiglia di Mirco Lorenzini. Allo stesso modo alla reception ci sono Lucia Marchetti e Milena Giovannelli. «Il vero regalo per questi 70 anni sarà conquistare il podio del bagno dell’estate grazie al concorso organizzato dal giornale Il Tirreno. Ce la stiamo mettendo tutta». —
FRANCESCA SUGGI
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