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Notte di paura, mille fulmini su Livorno poco prima dell’alba
Il meteorologo Catania: «Temporale di intensità simile a quello del 10 settembre. Abbiamo rischiato il tornado, ma la quantità e la struttura erano assai inferiori»
LIVORNO. Mille fulmini si sono abbattuti sulla città poco prima dell’alba di ieri. Il cielo squarciato dai lampi, sul mare, a Montenero, alla Valle Benedetta, è stato fotografato da decine di livornesi, svegli nel cuore della notte davanti alla violenza dei tuoni e della pioggia. Lo spettacolo della natura ha riportato la mente alla tragedia di 11 mesi fa e riacceso le angosce che da quel giorno non ci hanno più abbandonato.
«L’intensità del temporale è stata molto simile all’evento del 10 settembre 2017 - spiega il meteorologo Lorenzo Catania -. Era diversa la struttura del temporale: l’anno scorso si trattava di un fenomeno formato da più cumulonembi che si rigeneravano a catena uno dietro l’altro. L’altra notte invece c’è stato un solo cumulonembo ma particolarmente robusto, un cumulo a supercella, che ruota su se stesso e genera una grandissima quantità di ghiaccio e di pioggia. In taluni casi questo fenomeno può generare anche dei tornado. Non è accaduto a Livorno, direi che ci è andata bene. C’è stata una raffica di vento piuttosto forte all’inizio, misurata in 70 chilometri orari. Per fortuna questi cumuli si muovono con una certa velocità e trattandosi di un solo cumulo limitato nello spazio, nel giro di poche decine di minuti è passato».
La quantità di pioggia caduta sulla città e in collina è stata notevolmente inferiore alla notte della tragedia. «In meno di 40 minuti è caduta dai 15 ai 25 millimetri con punte di 35-40 sulle colline, mentre a settembre scorso furono 240 millimetri in collina e 170 in città. L’intensità in città è stata però circa il 70% di quella dello scorso settembre».
«L’intensità è legata alla quantità di afa che si era accumulata nelle settimane scorse», spiega ancora Catania. «Su tutta la Toscana si sono registrati oltre 4000 fulmini, di questi mille a Livorno».
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