Il Tirreno

Livorno

storie di integrazione 

Bakari, schiavo nel Gambia e qui educatore di bambini

Claudio Marmugi
Bakari, schiavo nel Gambia e qui educatore di bambini

Il centro estivo dell’associazione don Nesi in Corea diventa una città del mondo insieme agli operatori specializzati 4 giovani richiedenti asilo e un nativo americano 

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I bambini girano in tondo. Un tamburello scandisce il tempo. A spezzare l’aria, il canto tribale dal vivo di Tlacuilo Arreola, nativo americano e volontario. È cominciata così, tutti i giovedì (perché il giovedì c’erano in programma le “Leggende indiane” ), la mattinata del “Centro Estivo” dell’Associazione don Nesi/Corea per un discreto numero di bambini, dai 6 ai 10 anni, dei quartieri popolari a nord di Livorno.

In un mondo dove la difficoltà di integrazione è all’ordine del giorno, dove si parla sempre più spesso di mancanza di solidarietà e di perdita di umanità, si è appena concluso un progetto cittadino che vale la pena di raccontare nel dettaglio.

Fin dal 2005 l’Associazione – che ha sede in via La Pira in Corea – ha proposto servizi di doposcuola e centri estivi, ma mai come quest’anno era riuscita a compiere un piccolo miracolo: 30 ospiti fissi, dalle 8,30 alle 14, dal 2 luglio al 3 agosto, utilizzando operatori specializzati del settore educativo (come la coordinatrice Elisa Bruzzone), forze del servizio civile, volontari e anche – novità non da poco – quattro giovani richiedenti asilo: Mariame e Safani (associazione Cesdi) e Afani e Bakari (servizio civile). «Ognuno ha portato il suo contributo come poteva», spiega Stefano Romboli, responsabile delle attività socio-culturali, «pensate, Bakari che ha vent’anni, che è scappato dal Gambia perché lì sarebbe stato schiavo, per nascita. Ora è qui, libero e i bambini hanno stravisto per lui».

E sono tante le attività alle quali i bambini hanno partecipato, dallo yoga con Chiara Felicenne alle gite in barca (grazie alla collaborazione con Assonautica), dalle uscite didattiche al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo o alle classiche mattine al mare in sinergia coi Bagni Nettuno, ma anche Pet Therapy e danza, senza tralasciare la merenda.«Tutto questo con un contributo di 75 euro per l’intero servizio», continua Romboli, «una cifra che copre a malapena la semplice assicurazione delle uscite dei bimbi». Certo è che l’Associazione Don Nesi/Corea (dove “Corea” è anche l’acronimo di “Centro Orientamento Ricerca Educazione Aperta”) ha creato una piccola galassia attorno a sé, indispensabile per la sua esistenza sussistenza, con sistemi antichi, ma oggi tornati innovativi, come la “banca del tempo”: attività volontaria per competenza in associazione in cambio di servizi.

Il Centro estivo è una delle tante attività messe in piedi dall’Associazione Don Nesi. Silvia Papucci, la presidente, illustra la grande novità che sarà lanciata dopo Ferragosto: “R-Estate con noi”: un laboratorio pomeridiano dal 21 agosto al 13 settembre due volte la settimana per bambini dai 6 agli 11 anni che aiuterà i bimbi a fare i compiti, svilupperà attività manuali e artistiche e soprattutto aiuterà i genitori che lavorano al costo simbolico di 15 euro.

Una mano concreta ai progetti di don Nesi/Corea è venuta anche dalla Fondazione Livorno e dalla Regione Toscana che hanno in parte contribuito a finanziare i progetti sempre rivolti a chi ha bisogno di una mano, in questo mondo sempre più difficile. —

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