Toscana
La carica dei 200mila e l’edizione dei record «Formula vincente»
Il sindaco: «Il prossimo anno dal 31 luglio al 4 agosto» Belais parla di possibili eventi a pagamento: «Più qualità»
LIVORNO
Circa 200mila presenze, cinque giorni di spettacoli di qualità e un coinvolgimento che è andato al di là dello storico quartiere dei canali, estendendosi a diverse altre zone della città. Numeri alla mano, l'ultimo Effetto Venezia della giunta Nogarin è stata un'edizione da record.
«Questo è il mio quinto Effetto Venezia – ha spiegato il sindaco facendo il bilancio della manifestazione – e posso dire che in questi anni la kermesse ha spiccato il volo. Nel 2014 ereditammo il programma della precedente amministrazione, nel 2015 abbiamo portato le nostre idee e il format dei 5 giorni. Oggi, 3 anni più tardi, possiamo dire che quella scelta è stata azzeccatissima. È il giusto compromesso tra le pressioni dei residenti e quelle dei commercianti, che prima volevano 10 giorni di feste, ma poi hanno capito che è meglio, più vantaggioso e conveniente questo format. Anche perché i 5 giorni sono un numero perfetto per creare una giusta tensione comunicativa e la necessità di esserci».
Insomma, una vera e propria festa della città, che in futuro sarà ancora migliorata per raggiungere un livello sempre più alto. «Lasceremo alla prossima giunta un Effetto Venezia ancora più bello. Abbiamo già deciso le date, che saranno dal 31 luglio al 4 agosto. Ancora il tema non lo sappiamo, ma ci lavoreremo a breve. Quest'anno abbiamo scelto lo sport, chi pensava che venissero organizzati chissà quali tornei non ha capito il senso di questa manifestazione. Effetto Venezia è un evento culturale e artistico, perciò è l'arte che deve fare da padrona. Ma proprio attraverso l'arte e gli spettacoli abbiamo parlato di sport, che è stato il filo conduttore di questi cinque giorni. Il resto sono polemiche sterili».
Fondamentali per l'ottima riuscita sono state le scelte degli artisti. «Abbiamo pulito la festa da tutti i fronzoli e le sfaccettature inutili, facendola diventare l'evento clou dell'estate livornese. Di tutti i livornesi, non solo di una parte. Nessuno adesso può più mettere il proprio cappello su Effetto Venezia perché è di tutti. La forza di questa manifestazione, infatti, è stata quella di aver valorizzato chi è veramente bravo. Con onestà intellettuale e intelligenza, abbiamo scelto artisti, musicisti e professionisti straordinari, senza guardare la provenienza politica o le idee. Siamo convinti, infatti, che solo se siamo uniti, Livorno possa raggiungere grandi risultati. E questa ne è la dimostrazione».
Trecentoventisette presenze in cinque sere al Museo della Città di Livorno (che ha debuttato al suo primo Effetto Venezia), 1500 ingressi all'esposizione dei cimeli dei campioni livornesi, 2838 passeggeri che hanno utilizzato la navetta gratuita dai vari parcheggi organizzati alla Venezia e una media di 9mila presenze davanti al palcoscenico centrale di piazza del Luogo Pio. Per non parlare degli oltre 50mila like alla pagina Facebook e le 4milioni di visualizzazioni. Sono questi i dati dell'edizione 2018 della kermesse più importante dell'estate livornese. A presentarli è stato l'assessore Francesco Belais. «Abbiamo avuto tantissimi visitatori dalla Toscana – ha detto – ma anche dal nord e dal sud Italia. Non sono mancate le difficoltà, come il black out, le date sbagliate su Google e la voragine che si è aperta sul ponte della Venezia. Ma credo che gli intoppi siano cose normali, quando si fanno grossi passi avanti come quest'anno. Significa che stiamo lavorando bene. Abbiamo avuto anche spettacoli a pagamento, al Vertigo e alle Stanze livornesi, che hanno avuto discreto successo. Questo è un segnale che dovremo analizzare in futuro, magari pensando ad alcuni appositi eventi a pagamento per aumentare il livello della manifestazione». —
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