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Via i cartelli di pericolo: finito negli stabilimenti l’allarme per le meduse

NICOLÒ CECIONI

LIVORNO«Finalmente, dopo due giorni di paura possiamo tornare a fare il bagno». Esulta uno storico cliente dei bagni Lido. Esulta perché dopo l'allarme meduse che è durato per oltre 48 ore, nella...

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«Finalmente, dopo due giorni di paura possiamo tornare a fare il bagno». Esulta uno storico cliente dei bagni Lido. Esulta perché dopo l'allarme meduse che è durato per oltre 48 ore, nella notte tra martedì e mercoledì la corrente le ha mandate a largo e sotto costa è stato di nuovo possibile fare il bagno rinfrescandosi un po' in queste torride giornate che sembrano non finire più. Ieri mattina, infatti, il cartello che annunciava la presenza massiccia di meduse, invitando le persone a non tuffarsi, era stato rimosso.

«Lunedì sembrava un film – spiega il titolare Michele Ganni –, non avevo mai visto una cosa del genere. Eravamo invasi. Siamo stati costretti a mettere quel cartello e comunque abbiamo passato due giorni a medicare i clienti che erano stati punti da meduse. Non so neanche io quanti stick abbiamo finito. Finalmente la situazione è tornata alla normalità, io stamani (ieri, ndc) ne ho vista una. Ma ci può stare». Anche ai Pejani il foglio di carta con scritto “Danger Jellyfish” è stato rimosso. «Per ora è tutto ok, dunque era inutile allarmare i clienti» spiegano alla direzione. «Siamo stati due giorni a mandare messaggi all'altoparlante – racconta Marcella Salvadori, all'ingresso dello stabilimento – per invitare i clienti a non tuffarsi. Ma oggi, per fortuna, non ce n'è più bisogno perché le meduse sembrano essere andate via. Ancora non ne abbiamo vista neanche una». Anche ai Pancaldi, che addirittura martedì avevano issato la bandiera rossa, tutto è tornato sotto controllo. «Sono andate via, la corrente le ha rispedite a largo. Il bagno si può fare». Nel pomeriggio, però, si è alzato un po' di Scirocco che ha riportato a riva diverse meduse, soprattutto nel lato verso la Terrazza Mascagni. Sotto il trampolino in legno, per esempio, si contavano almeno una dozzina di meduse piccole e viola. Una di queste ha punto il signor Riccardo Amaranto nella parte interna della coscia. «Un po' fa male – ha spiegato – ma non è il primo pinzo di medusa. C'è di peggio, brucia un po', però passerà».

NICOLÒ CECIONI

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