Gioco
L’Effetto Venezia amato dai forestieri «Hanno vinto idee e lavoro di squadra»
Il sindaco Nogarin e l’assessore Belais spiegano il successo di questa edizione con il perfezionamento della nuova formula
LIVORNO
Dal mercoledì alla domenica mai un giorno di “stanca”, strade e locali sempre pieni, eventi sold out, anche quelli a pagamento. E, come raccontato dal Tirreno nei giorni scorsi, una presenza mai vista di “forestieri”,arrivati dalle altre città della Toscana, che sono rimasti stregati non solo dalla festa ma anche dall’atmosfera del quartiere e di Livorno in genere. E poi i commercianti, soddisfatti perché hanno lavorato tanto e bene, grazie anche alla formula dei 5 giorni (rispetto ai 10 originari) che inizialmente era stata criticata ma che alla fine si è rivelata vincente.
Il sindaco Filippo Nogarin e l’assessore alla cultura e al turismo Francesco Belais di queste cinque serate non se ne sono persa una, girando per la festa con amici e parenti, raccogliendo le impressioni della gente, tuffandosi nella festa. E il particolare successo di questa edizione è saltato agli occhi anche a loro. «Una grande soddisfazione - dice Nogarin - perché questo è il risultato di una crescita in linea con quello che abbiamo costruito, anno dopo anno, cercando di fare di Effetto Venezia la festa della città ma anche la sua vetrina. Un lavoro lungo e di squadra che ha coinvolto tanti assessori e tanti operatori i e che ha fatto emergere la consapevolezza di essere una comunità. Sono questi - continua il sindaco - e anche una programmazione che unisce l’attenzione al territorio alla qualità, gli elementi che hanno lanciato la festa fuori dai confini livornesi, resa famosa e appetibile».
Certo cinque concerti-evento sul maxi palco principale sono stati un bel biglietto da visita. Dagli Stato Sociale («abbiamo iniziato a lavorarci a febbraio, subito dopo Sanremo» racconta Belais) alla serata con i giovani cantanti emergenti di Radio Stop che ha richiamato tantissimi adolescenti («e così abbiamo coinvolto una fascia di età fino ad ora un po’ lasciata ai margini, ragazzini che sono arrivati accompagnati dalle famiglie, molti da fuori città» aggiunge Nogarin). Difficile tenersi in equlibrio tra le tentazioni pop e la ricerca di qualità? « “Radiostop” per esempio è una realtà di qualità anche se “giovanile” - dice ancora il sindaco - . E poi il nostro problemi non è quello di cercare di evitare di essere troppo provinciali o troppo snob ma quello di realizzare qualcosa in cui vinca la comunità e la sua forza di portare in città, nella nostra bella città, persone non livornesi». «Ed è così - aggiunge Belais - che la città vince. Facendo conoscere loro l’accoglienza di cui siamo capaci, il fascino dei nostri luoghi. Dietro c’è stato tantissimo lavoro, il lavoro di questi ultimi anni, abbiamo puntato molto sui social, e la nostra pagina è arrivata a 50mila fan...».
Insomma rispetto al passato Effetto Venezia si è “asciugata”, modernizzata, evoluta. «Da quando abbiamo iniziato ad amministrare la città ci siamo subito posti il problema di renderla una manifestazione “spendibile” fuori dai confini cittadini - racconta Nogarin -. Quindi, a parte la formula dei 5 giorni che alla fine ha convinto anche i commercianti perché evita giorni vuoti e limita le spese, abbiamo anche cercato di mettere un certo ordine, dare un senso estetico. I gazebi tutti uguali, una selezione per quanto riguarda il mercatino, un programma ordinato e facilmente fruibile. E quest’anno abbiamo proposto anche pacchetti turistici. Il restyling ha funzionato. Tanta gente da fuori, gli alberghi pieni, i battelli gettonatissimi».E mentre si pensa già alla prossima edizione (ci sono già le date, dal 31 luglio al 4 agosto 2019) si batte anche un po’ cassa. Quest’anno la festa è costata circa 350 mia euro, un bel contributo è arrivato dalla Regione, da Toscana Promozione Turistica e da qualche sponsor. «Ma sarebbe ora che di sponsorizzazioni ne arrivassero molte di più perché - concludono sindaco e assessore - il turismo è fondamentale per la nostra conomia e dovrebbe essere nell’interesse di tutti far sì che questa festa che porta gente e prestigio possa crescere sempre di più». —
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