Il Tirreno

Livorno

Lo morde il ragno violino, rischia l’amputazione - Video

Lara Loreti
Lo morde il ragno violino, rischia l’amputazione - Video

Livorno, il centro anti-veleni di Milano salva la gamba a un camionista toscano. In pochi giorni si sono verificati altri casi in Italia centrale: morso un vigile a Terni

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LIVORNO. Una scampagnata con la famiglia nel parco di San Rossore, alle porte di Pisa, all’inizio dell’estate. Un piccolo segno rosso sotto al ginocchio, forse la puntura di un insetto. Nessuno può immaginare che quel prurito quasi impercettibile si trasformerà in un incubo nel giro di poche ore: a mordere Davide Mazzella, autotrasportatore livornese di 53 anni, è stato il famigerato ragno violino. Specie di aracnide mediterranea che adora il caldo e che proprio per questo nelle ultime settimane si è diffusa a ritmo crescente, sia in campagna sia in città, soprattutto nel centro Italia: Lazio, Umbria e Toscana. Il 53enne per quel “morso” impercettibile ha rischiato di perdere la gamba.

IL RACCONTO DEL CAMIONISTA

Il veleno iniettato dal ragno si è diffuso nell’arto causando una grave infezione. «Dopo la gita a Pisa, ho cenato e dormito tranquillamente – racconta Mazzella – Il giorno dopo ho notato il puntino rosso e nel giro di poco la gamba e il piede si sono così gonfiati da non riuscire a infilare la scarpa». La cosa più terrificante è che all’inizio è molto difficile accorgersi che si è stati punti e capire da che cosa. Solo entro i due giorni successivi al morso sulla pelle si formano crosticine rosse.

L'INTERVENTO DEI MEDICI

E poi si possono presentare febbre, vista annebbiata e nei casi più gravi, infezioni, con il rischio di necrosi. È quello che è successo al livornese, costretto ad andare in ospedale di Livorno. «Non riuscivano a capire che cosa avessi; poi in dermatologia, con grandi lenti, gli specialisti hanno visto il morso e mi hanno spedito con urgenza al Centro anti-veleni di Milano». Lì, a Milano, i medici intervengono subito, riuscendo a evitare l’amputazione dell’arto. «C’è voluto un mese e mezzo di antibiotici per guarire, ho avuto paura», dice Mazzella che si è sottoposto all’ultima medicazione tre giorni fa. Ormai è in via di guarigione, anche se se l’è vista brutta.

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NON UN CASO ISOLATO

Un caso analogo è accaduto nei giorni scorsi a Terni dove un vigile di 59 anni è stato punto a un braccio nel giardino di casa. Il problema è che il morso del ragno può veicolare batteri anaerobi, microrganismi che vivono senza ossigeno che possono causare danni alla cute, ai muscoli e (nei casi più gravi) anche ai reni, come spiegano i medici.

Ma da che cosa dipende la diffusione del Loxosceles rufescens (questo il nome scientifico del ragno, detto violino per la macchia a forma di strumento musicale che ha sul corpo)? Giallastro, con lunghe zampe dai 7 ai 9 millimetri, in realtà è un animale solitario e si inserisce nelle fessure, ma amando l’afa in questa stagione tende a uscire e, imbattendosi nell’uomo, punge per difesa. Come dicono gli esperti, sono proprio le temperature molto alte dell’attuale estate e in generale riscaldamento climatico a determinare l’aumento del suo diffondersi, anche in città.

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