Gioco
Verso lo sgombero del campo Rom di Coltano
Il progetto presentato durante il comitato per l’ordine pubblico. Sorto negli anni Novanta davanti a Tombolo il campo ospita 78 persone
LIVORNO
Via i rom da Coltano. E via anche i nomadi presenti ad Ospedaletto. Dopo la moschea, l’attenzione dell’amministrazione comunale di Pisa si concentra sugli insediamenti, abusivi e non, che ospitano famiglie di etnia rom.
Nessun atto ufficiale, per il momento, ma l’intenzione della giunta Conti è di procedere al più presto a concretizzare un piano di sgomberi e di allontanamento dei nuclei familiari che da anni popolano il cosiddetto villaggio delle case minime di Coltano e il campo rom di Ospedaletto, uno dei più grandi della Toscana.
L’intenzione è emersa durante l’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha discusso delle problematiche che riguardano Pisa, Vecchiano e Cascina. «È in corso una fase di valutazione degli sgomberi - sottolinea l’assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno -. Abbiamo posto l’attenzione su entrambi gli insediamenti, ma per il loro superamento è necessario attivare un determinato percorso che per il momento è ancora in una fase di valutazione».
Il villaggio delle case minime di Coltano è stato costruito tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, finanziato con risorse europee per oltre un milione di euro nell’ambito del progetto “Città sottili”.
Si tratta di 17 alloggi (da 45 a 60 mq) per 14 nuclei familiari e 78 persone che hanno sostituito l’ex campo nomadi sorto a metà degli anni Novanta tra Tombolo e Coltano, che ospitava circa 130 persone, in parte rimpatriate.
Il campo rom (abusivo) di Ospedaletto invece è sorto a fine anni Novanta su un’area in parte comunale. Considerato uno dei più grandi insediamenti della Toscana, nel corso degli anni la “popolazione” è stata notevolmente ridotta (circa 200 le persone attualmente in via Maggiore di Oratoio) e il campo ridimensionato nell’ambito di un percorso di graduale superamento avviato con la seconda giunta Filippeschi. Negli ultimi dieci anni, la presenza di persone che vivono in insediamenti abusivi è più che dimezzata: dalle 1.100 del 2008 sono passate a circa 330 dei primi mesi del 2018.
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