Gioco
Striscione contro il governo cariche della polizia e feriti
Scali del Refugio, blitz per la rimozione alla fine della prima sera di Effetto Venezia Manganellate agli antagonisti. La questura: «Un intervento di alleggerimento»
LIVORNO
Manganellate per uno striscione. Sì, manganellate per la rimozione di uno striscione contro Pd, M5s e Lega, come confermano i video che nelle ultime ore hanno invaso Facebook. «Un attacco violento, un far west davanti a centinaia di persone», spiegano dal collettivo di Effetto Refugio, che riunisce diverse realtà come il Movimento antagonista livornese e il centro sociale Ex caserma occupata. «Avevano un atteggiamento ostile, il nostro è stato un lieve intervento di alleggerimento, tra l’altro dopo un contatto fisico, per allontanare quel gruppo e procedere con la rimozione dello striscione», fanno sapere invece dalla questura dopo il blitz nella notte tra mercoledì e ieri, intorno alle 1.30, sugli scali del Refugio. Violenza o meno, atteggiamento ostile o meno, a un certo punto sono volate manganellate e durante i tafferugli, alla fine della prima serata di Effetto Venezia, ci sono stati diversi feriti. Al pronto soccorso sono finiti la vicaria del questore Francesca Montereali, che ha riportato la frattura del polso destro ed è uscita dall’ambulatorio con una prognosi di trenta giorni, e quattro agenti di polizia per alcune contusioni ed escoriazioni. Tra i manifestanti, invece, secondo quanto raccolto nessuno è andato al pronto soccorso per le cure, ma dal collettivo spiegano che «10-15 persone sono state colpite alla testa, sulla schiena e sulle braccia, con ematomi che resteranno per giorni».
“Effetto Pd e Lega-Stelle, 11 aggressioni in 50 giorni: il vostro razzismo è emergenza. Il vero cambiamento: casa, lavoro e reddito per tutti. Lega fuorilegge”. Questo lo striscione di 25-30 metri affisso sulla facciata del Palazzo dei Domenicani, nel tardo pomeriggio di mercoledì, all’altezza del Teatrofficina Refugio. Immediato l’intervento della polizia, con le parti che sono arrivate a una sorta di compromesso per evitare il caos davanti a migliaia tra livornesi e turisti che stavano riempiendo il quartiere: via la parola “fuorilegge”, coperta dagli antagonisti con un telo bianco. Ma la polizia è tornata poco dopo le 1 di notte, quando quel “fuorilegge” era ricomparso, per la rimozione definitiva dello striscione: Digos, camionette e poliziotti in assetto antisommossa, oltre ai vigili del fuoco incaricati di togliere il lenzuolo dal muro. E a quel punto la situazione è degenerata, con decine di manifestanti che prima hanno tentato di opporsi restando davanti allo striscione e poi sono stati costretti a indietreggiare, fino alle cariche che tantissimi livornesi hanno visto anche sui social. E il collettivo rivela che «la vicaria è rimasta ferita a causa di una manganellata: noi non c’entriamo niente».
«Per intervenire abbiamo aspettato la conclusione della serata e il calo dell’affluenza», evidenziano dalla questura, con lo striscione portato via tra insulti, feriti e stand danneggiati. Tensioni più accese rispetto a un anno fa, quando un altro lenzuolo contro il governo dell’epoca - nello stesso punto e sempre durante Effetto Venezia, ma con l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti nel mirino - scatenò il caos: la scorsa estate non ci furono però cariche e lo striscione venne portato anche sul palco di piazza del Luogo Pio. Ma per la questura, stavolta, qualcuno è andato sopra le righe scrivendo “Lega fuorilegge”. E sono partite le cariche. Manganellate per uno striscione, appunto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
