Il Tirreno

Livorno

POST ALLUVIONE 

Chioma, il ponte simbolo della ricostruzione

Flavio Lombardi
Chioma, il ponte simbolo della ricostruzione

Il commissario Rossi: «Compiuti lavori per 60 milioni di euro in soli dieci mesi, abbiamo mantenuto le promesse»

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LIVORNO

Ore 11,36 si aziona il meccanismo di sollevamento del nuovo ponte. Una lingua di asfalto sopra una struttura in ferro, lunga venti metri, larga tre, che si innalza in verticale e parallelamente al letto del fiume, fino a raggiungere, in 11 minuti, un’altezza di circa cinque metri. In caso di emergenza, non solo la struttura, in questo modo, può salvarsi dalla furia delle acque, ma permette di sfruttare la funzione per cui è stato costruito.

Perché sul lato sinistro, una torretta con le scale a chiocciola, consente ai pedoni di raggiungere utilizzare il ponte, percorrerlo e scendere sul versante opposto per mezzo di un’altra torretta gemella. La struttura, è rifinita con bozze in pietra, secondo disposizioni della soprintendenza, per renderla più in armonia con l’ambiente circostante. Circa 900 mila euro il costo, che arriva ad 1,3 milioni, tenendo conto delle precedenti opere di ripristino e del progetto. A presenziare alla cerimonia, il governatore e commissario straordinario dopo la tragica alluvione dello scorso settembre, Enrico Rossi, l’ammiraglio della direzione marittima di Livorno, Giuseppe Tarzia, ma anche il sindaco di Rosignano Marittimo Alessandro Franchi, Alessandro Aurigi assessore all’urbanistica di Livorno e Francesco Gazzetti consigliere regionale PD.

«In dieci mesi siamo riusciti nell’impresa – ha detto Rossi – e di questo voglio ringraziare anche Franchi con il quale abbiamo lavorato benissimo di concerto al genio civile». Per il Governatore, un motivo di orgoglio anche questa opera. «In seguito al terribile fatto, sono stati spesi 60 milioni di euro, di cui 45 da parte della Regione. Dovunque siamo intervenuti. Dal 2012 è stato adottato un metodo - continua – che ha seguito una programmazione regionale, riformando anche il Genio e i Consorzi. E’ una macchina organizzativa e tecnica che tutti gli anni investe 100 milioni in opere, roba che si vede. Si deve continuare, mantenendo questa struttura che pensa alla protezione dei cittadini. La Toscana non a caso, è considerata all’avanguardia».

Esiste solo un altro ponte simile in Europa, a Bordeaux, come ha tenuto a precisare Gazzetti: «Un’altra delle opera simbolo della ricostruzione». Averlo in tempi celeri «non solo permette alla gente di non restare isolata, ma ha anche salvato una trentina di posti di lavoro per le attività vacanziere limitrofe» ha sottolineato invece Franchi. Soddisfatto anche Aurigi. «Il ponte è rientrato nelle opere di somma urgenza e i tempi sono stati rapidi - afferma l’assessore - Si è tornati alla normalità di fruizione per la comunità. Con la collaborazione di tutti gli enti coinvolti e la disponibilità economica, si riescono a fare belle cose in tempi che il cittadino percepisce in maniera corretta». —



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