Gioco
120 giorni per il progetto del nuovo ospedale ma sull’ampliamento al Parterre è già rottura
Ok all’ex Pirelli, dopo 10 anni chiuso il capitolo Montenero. Rossi garantisce i fondi: «Vorrei finanziarlo entro il 2020»
LIVORNO
Alle 13.05 di un tropicale giovedì d’inizio agosto si scrive l’ultima pagina di una storia politicamente fallimentare, quella del nuovo ospedale a Montenero. Al primo piano del palazzo della direzione di viale Alfieri il governatore Enrico Rossi, il sindaco Filippo Nogarin e il direttore dell’Asl Maria Teresa De Lauretis mettono la firma sulle 10 pagine che sanciscono la decadenza del famigerato accordo di programma del 24 maggio 2010, che prevedeva appunto - sulla base di un progetto realizzato nel 2008 dai tecnici di Asl e Comune - la costruzione di un moderno, tecnologico nosocomio sui terreni comunali su cui sorge villa Serena.
Da allora la città ha perso 10 anni (oltre ad un maxi-finanziamento regionale): prima le lentezze dell’amministrazione Pd che dal 2008 al 2014 non è stata capace di porre la prima pietra del cantiere, poi l’impasse dell’amministrazione M5S a cui sono serviti 1500 giorni per uscire dall’accordo.
Da oggi inizia un’altra storia. Come aveva anticipato il Tirreno, Regione, Comune e Asl si sono dati 120 giorni di tempo per approfondire “la percorribilità della soluzione che coinvolge l’area Ex Pirelli al fine della realizzazione in tale area di una parte nuova ospedaliera, cioé il blocco delle degenze, e del contemporaneo mantenimento dei padiglioni più recenti dell’attuale ospedale che sono a norma”, si legge nell’atto firmato da Rossi, Nogarin e De Lauretis.
In sostanza: da qui a dicembre un gruppo di tecnici di Regione, Asl e Comune lavoreranno alla stesura di un piano condiviso. «Subito dopo ci aspettiamo di approvare il progetto», ha detto Rossi, garantendo che la Regione troverà i soldi necessari, visto che quelli stanziati per Montenero sono stati spesi per altre strutture ospedaliere: «Vorrei poter finanziare la costruzione del nuovo ospedale prima della scadenza del mio mandato nel 2020».
La strada tuttavia non è in discesa. A margine dell’incontro, è emersa infatti una nuova divergenza tra Comune e Regione, o meglio tra Nogarin e l’assessore Stefania Saccardi. Il nodo del contendere è dove far sorgere il nuovo ospedale. Stavolta a dividere le parti sono poche decine di metri, che però per l’amministrazione comunale hanno un valore politico e simbolico enorme.
L’assessore Saccardi propone la realizzazione di un nuovo edificio ospedaliero nell’area ex Pirelli con parziale utilizzo del Parterre, in cui far sorgere tutte le degenze ospedaliere (chirurgiche e mediche), le sale operatorie e la zona diagnostica, salvando dell’attuale ospedale il moderno padiglione delle malattie infettive e utilizzando le altre strutture recenti come ambulatori.
Nogarin invece non vuole uscire dal recinto dell’attuale ospedale, se non per l’area ex Pirelli (ma senza invadere il Parterre: «Non sarà cementificato un centimetro quadrato del parco Pertini»). E rilancia il suo piano del 2015, vale a dire la realizzazione di un monoblocco dietro all’attuale pronto soccorso. «Il nuovo ospedale? È questo», dice mentre esce dal palazzo principale di viale Alfieri. —
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