Gioco
Il cane Crispo fu trovato impiccato ma torna al padrone
Livorno, il dolore della volontaria che lo ha accudito per un anno e mezzo dopo il sequestro per maltrattamenti : «Con noi è rinato»
LIVORNO. Crispo è un bel giovane maschio di pitbull, scodinzola nell’atrio del Comune circondato da fotografi, curiosi e giornalisti e sembra felice di essere al centro dell’attenzione. Ma questa non è una festa, almeno non lo è pertutti. Perché Crispo, che a gennaio del 2017 fu sequestrato dalla polizia municipale perché trovato in stato di abbandono e mezzo strangolato dalla catena che aveva tirato forse per fuggire dal locale dove era legato, proprio ieri mattina è stato restituito al suo padrone, Daniele Aiello. In questi 18 mesi ci sono stati la denuncia e un procedimento contro Aiello, pare non ancora concluso.
Ma intanto il giudice ha disposto comunque il dissequestro di Crispo che ora tornerà a vivere con Aiello. In questi 18 messi c’è stata anche una volontaria Simona Bertotto, dell’associazione Ata (Associaizone Tutela Ambiente), che fin dal giorno in cui il cane è stato sequestrato lo ha accudito e rieducato, pagato le spese per le cure di cui Crispo ha avuto bisogno «e il cane è rinato, non sembra più neanche lui, senza contare che ha imparato a convivere con i suoi similie con gli altri umani, un passo importante per un cane di questa razza che se non seguito correttamente può diventare pericoloso per sé e per gli altro».
Così se Aiello si dice «felice perché il cane è mio e io non l’ho mai maltrattato» Simona in un angolo piange ma annuncia anche nuove battaglie mostrando le foto di Crispo scattate appena fu portato via da quel luogo che fu ritenuto pericoloso per la sua salute. Per ora però deve rassegnarsi. Danile Aiello si è ripreso il cane ed ha annunciato che da Livorno si trasferisce a Milano «a casa di mio padre». A chiamare i vigili urbani all’epoca fu un cittadino che aveva notato quel cane semi impiccato. Una volta sul posto la pattuglia verificò che Crispo era stato lasciato solo, in una casa di proprietà comunale, dove secondo gli agenti, avevano bivaccato alcuni senza fissa dimora. La relazione dei vigili raccontava che Crispo era stato legato con una grossa catena alla zampa di una rete da letto usata forse come giaciglio di fortuna, attorno feci e spazzatura. Aiello nega di aver mai maltrattato il suo cane: «Io gli voglio bene e voglio stare con lui».
«Così non potrò nemmeno andare a vedere come sta» dice sconsolata Simona mentre Crispo si allontana al guinzaglio con Daniele. Simona poi sostiene di temere per il futuro dell’animale «perché non credo che questa persona sia in grado di gestire Crispo e tutto il lavoro che abbiamo fatto andrà vanificato».
Per la dirigente della polizia municipale Michela Pedini, che a suo tempo si occupò del sequestro «se si ritiene che il cane non sia stato maltrattato non può che farci piacere visto che il nostro scopo è il benessere dell’animale. Casi di questo genere comunque, una volta avvenuto il sequesto, non sono più di nostra competenza...».
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