Il Tirreno

Livorno

Bagnoni sfiora i 460mila euro poi Santonocito, Antonelli e De Luca

Giulio Corsi

Il dermatologo ha guadagnato 353mila euro in intramoenia Ma il record è dell’urologo versiliese Cecchi: 858mila euro

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LIVORNO

858mila euro guadagnati in un anno. L’urologo versiliese Massimo Cecchi ha infranto un altro record, dopo che nel 2016 il suo reddito da attività professionale si era fermato poco sotto gli 800mila euro (798mila per la precisione). La cifra dichiarata dal primario versiliese nel 2017 arriva grazie ad un’attività intra-moenia stupefacente, che da sola gli è valsa 722mila euro, a cui si aggiunge lo stipendio dell’Asl di 135mila euro.

Sul podio dei medici più ricchi, secondo le dichiarazioni dei redditi 2017, sale anche quest’anno Giovanni Bagnoni: il primario di dermatologia di viale Alfieri, carrarese di nascita ma livornese d’adozione, ormai da quattro anni si attesta sopra i 400mila euro. Adesso ha firmato il suo risultato migliore, con 458mila euro, frutto soprattutto dei 354mila euro di libera professione.

La “medaglia di bronzo” all’interno della maxi-Asl la conquista il primario di oculistica di Massa Carrara, Franco Passani, che ha messo insieme 377mila euro totali, tra libera professione e stipendio. Subito dietro c’è un altro livornese: è il direttore della neurochirurgia Orazio Santonocito, che ha guadagnato 346mila (di cui 216 da intra-moenia).

Nella top ten altri due medici di casa nostra: il ginecologo Andrea Antonelli – primario a Cecina – che ha dichiarato 275mila (182mila di libera professione) e Marino Domenico De Luca – primario di oculistica – che nel 2017 ha guadagnato 256mila euro (148mila di libera professione).

Come sempre è opportuno ricordare che si tratta di cifre lorde.

Calati rispetto alla dichiarazione precedente invece gli stipendi della direzione aziendale: il direttore generale Maria Teresa De Lauretis ha percepito 114mila euro (furono 198mila nel 2016), il direttore amministrativo Letizia Casani 112mila euro (rispetto a 153mila) e il direttore sanitario Mauro Maccari 113mila (rispetto a 143mila).

Di poco sopra i 100mila euro il compenso dell’ ex direttore sanitario dell’Asl 6 Carlo Giustarini, nelle vesti di responsabile dei distretti livornesi.

Tra i primari l’ortopedico Antonio Augusti si attesta sopra i 200mila euro (202mila, di cui 95mila da libera professione), mentre sfiora il tetto lo storico chirurgo Maurizio Viti (198mila, 62mila di intramoenia). Poco dietro il gastroenterologo Giovanni Niccoli (185mila, 78mila di intra-moenia) e l’ex primario di urologia Renato Felipetto (181mila, 73mila di libera professione).

Tra i nomi più noti da segnalere i 134mila euro percepiti da Roberto Bigazzi, primario di nefrologia, i 124mila di Fabrizio Gadducci, primario di pediatria, e gli 86mila di Donato Casella, primario di senologia, tutti e tre senza praticare libera professione.

116mila euro il reddito del direttore dell’ospedale Luca Carneglia, 95mila quello dell’ex sindaco Alessandro Cosimi. —

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