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Va in pensione Bosio per 16 anni primario di radioterapia

Giulio Corsi
Va in pensione Bosio per 16 anni primario di radioterapia

Entrò in ospedale nel 1984, dal 2002 direttore del bunker Con lui il reparto si è dotato di una tecnologia d’avanguardia

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LIVORNO

L’ospedale perde un pezzo di storia. Il primario di radioterapia oncologica Manrico Bosio va in pensione.

Classe 1954, Bosio ha anticipato di cinque mesi l’uscita, inizialmente prevista per il maggio 2019: lascerà viale Alfieri a dicembre di quest’anno.

Mise piede per la prima volta in ospedale nel 1981 con una serie di incarichi come assistente e come docente alla scuola professionale dei tecnici di radiologia medica, dove ha continuato ad insegnare per 17 anni.

Dal 1984 è entrato di ruolo al reparto di radioterapia, di cui è diventato direttore nel 2002. Una colonna, che con la nascita dell’Asl Toscana Nord Ovest è stato incaricato anche di dirigere l’Area Radioterapia di tutta la maxi-azienda.

Il suo attaccamento a Livorno e agli Spedali Riuniti è scritto nella sua storia. «Avrei potuto seguire altre strade - raccontava in un’intervista di alcuni fa -, magari trasferirmi in strutture più rinomate, ma ho preferito restare sempre qui, a casa mia, al servizio della mia città».

Sotto le sue cure sono passati migliaia di livornesi, che hanno avuto modo di apprezzarne le doti umane oltreché professionali. Raccontava una volta: «Un giorno è venuto da me un uomo e mi ha detto: dottore, da quando mia mamma è guarita, sul comodino tiene un’immagine della Madonna di Montenero e una sua fotografia».

In questi anni il reparto è cresciuto e si è dotato di una strumentazione tecnologica d’avanguardia capace di una balistica sempre più precisa, come la nuova Tac Simulatore che permette di circoscrivere l’area di intervento in modo da colpire, con precisione millimetrica, le cellule tumorali. «Ma la medicina di precisione si focalizza sulle risposte individuali al trattamento, questo rappresenta la vera sfida del futuro», ha sempre sottolineato il primario.

Bosio sarà l’ultimo di una lunga serie di medici che lasceranno (o hanno già lasciato) quest’anno viale Alfieri, una lista iniziata con Maurizio Ballantini (ginecologia), Marco Meini (anestesia rianimazione) ed Enrico Pardini (cardiologia), Domenico Cuzzola (oculistica) e Mario Di Nillo (pediatria), Mara Falleni (salute mentale) e che continuerà con Monica Lenzi (chirurgia), Oriana Rossi (igiene) e Lucia Cotrozzi (salute mentale). —



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