Il Tirreno

Livorno

disagi al poliambulatorio 

La sala d’attesa è piena ma 4 sportelli chiudono

Giulio Corsi
La sala d’attesa è piena ma 4 sportelli chiudono

Dopo la chiusura del distretto di Ardenza l’afflusso in viale Alfieri è aumentato ma a mezzogiorno le tendine degli operatori si abbassano nonostante i ritardi

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LIVORNO

Tre sportelli aperti (su 7) mentre nella sala d’aspetto del poliambulatorio ci sono ancora trenta persone e sul display si contano ritardi di oltre 40 minuti rispetto all’orario dell’appuntamento.

Passano le stagioni ma la scena al Cup di viale Alfieri è sempre la stessa. Lunedì e martedì alcuni lettori del Tirreno avevano denunciato attese anche di due ore. Abbiamo verificato, recandoci al Cup più volte. E abbiamo registrato sempre ritardi che oscillavano tra i 40 e i 60 minuti. Tanti? E’ tutto relativo: ormai chi va al Cup sa che dovrà armarsi di pazienza e attendere, nonostante che il famigerato sistema “Tu Passi” nascesse per migliorare l’organizzazione del centro prelievi e del centro prenotazioni. Qualcosa rispetto al passato è sicuramente migliorato, ma la fine dei disagi per i livornesi è rimasta soltanto una buona intenzione.

C’è un fatto però, che mette spalle al muro l’Asl e il suo modo di organizzare il servizio: è la fotografia degli sportelli chiusi nonostante l’attività quotidiana sia costantemente (e forse inevitabilmente) in ritardo.

Ancora ieri (e l’altro ieri) alle 12.15 c’erano 4 tendine abbassate, nonostante ci fossero decine di persone in attesa e l’attività del centro prenotazioni fosse indietro rispetto agli appuntamenti.

E’ un tema che solleviamo da un anno e mezzo, ma il problema non è mai stato risolto.

«Il numero di sportelli aperti a disposizione del pubblico varia in base alla fascia oraria ed è modulato in modo tale da potersi adattare alla richiesta di servizi espressa dall'utenza», fu la difesa, tempo fa, dell’azienda. Che giustificò in questo modo la netta riduzione degli sportelli da mezzogiorno in poi, che l’anno scorso venne anche ufficializzata ai cittadini con un cartello affisso in sala d’attesa (poi tolto).

Tuttavia basta andare al Cup in qualunque giorno d’estate o d’inverno per rendersi conto che questa “modulazione” fatta dall’Asl ha delle pecche perché non tiene conto dell’afflusso quotidiano agli sportelli.

«Guardi là: tutte le tendine abbassate e la gente in coda, non è accettabile - si sfoga un anziano mentre aspetta di fare una prenotazione -. Sembra che per l’Asl il tempo dei cittadini non abbia valore». La sensazione è proprio questa: una mancanza di rispetto per l’utenza, che tanto può anche aspettare...

Se l’immagine non cambia, oggi c’è anche un’aggravante: è il fatto che dal primo luglio ha chiuso il distretto di via del Mare.

Nella sala d’attesa del poliambulatorio è attaccato un cartello che spiega all’utenza che l’alternativa è rappresentata proprio dal Cup di viale Alfieri, oltreché dai centri sanitari di via Peppino Impastato e di Fiorentina. Nonostante l’aumento del flusso però non è cambiato niente: a mezzogiorno le tendine si abbassano a prescindere da quanta gente sia in attesa, dall’aumento dell’utenza e dai ritardi (sicuramente fisiologici) accumulati durante la mattinata. E i livornesi aspettano... —



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